Leopardi-amava-Ranieri_01-660x375Un amore inconfessabile, un rapporto ambiguo e taciuto per anni: Giacomo Leopardi e l’esule napoletano Antonio Ranieri erano più che amici. E’ lo spettacolo “Leopardi amava Ranieri”, in scena presso il Nuovo Teatro Sanità di Napoli che affronta con coraggio, e finalmente sincerità, gli ultimi giorni di vita dell’immenso poeta di Recanati, trascorsi in compagnia del suo fidato amico Ranieri, per il quale, testimoni alcune lettere, nutriva un rapporto che andava oltre la canonica amicizia.

La storia, scritta a quattro mani da Claudio Finelli ed Antonio Mocciola, mette finalmente sotto i riflettori un tipo di rapporto che non era mai stato affrontato prima, un legame che doveva necessariamente essere nascosto, visti i tempi, ma che viene poeticamente espresso in un testo coinvolgente e raffinato.

Il giovane Antonio Agerola interpreta egregiamente il malato Leopardi, prendendo la scena con tutta la sua carica di dolore, fisico ed interiore, per una vita che sotto molti aspetti non gli ha mai sorriso, e per un legame fortissimo che probabilmente non è mai stato capito. Fulvio Sacco veste bene i panni di Antonio Ranieri, altero ed affascinante compare del poeta e destinatario dei suoi sentimenti.

La regia di Mario Gelardi, coniugata con la modernità delle proiezioni di Ciro Pellegrino, esprime in modo elegante e passionale l’intera vicenda, mettendo in luce una storia che in molti non hanno mai avuto modo di conoscere, proprio nei luoghi in cui si è svolta quasi due secoli fa.

Gaetano Cutri