santa mariaA pochi chilometri da Caserta (Campania)verso nord, sorge la deliziosa cittadina di S.Maria Capua Vetere, che vanta come fiore all’occhiello un  gigante dell’architettura romana: “l’anfiteatro Campano” (o anfiteatro Capuano). Un maestoso colosso col fascino selvatico delle rovine del passato, esempio di rara bellezza dei monumenti che abbiamo in Italia, nel sud dell’Italia. Tale struttura risulta essere il primo anfiteatro del mondo romano, antecedente al Colosseo al quale è secondo per dimensioni, un posto dove il tempo si e’ fermato, laddove  l’intensita’ delle battaglie e le urla dei gladiatori sembrano risuonare all’interno dei vari cuniculi . Originariamente presentava i quattro ordini canonici (ima, media e summa cavea, attico) di spalti, e si apriva in facciata con ottanta arcate di uguale ampiezza. La summa cavea era sovrastata da un portico ornato con statue e colonne, il piano dell’arena era costituito da tavoloni di legno cosparsi di sabbia per consentire lo svolgimento dei combattimenti, al di sotto del quale si estendevano i sotterranei. All’interno del complesso sorgeva in epoca romana la facoltosa scuola dei Gladiatori della città di Capua, celebre per la ribellione dello schiavo Spartaco, promotore della storica rivolta contro i romani  tragicamente soffocata nel sangue. L’Anfiteatro Campano, durante il saccheggio di Genserico nel 456 d.C. subì catastrofiche distruzioni,  riparate  solo nel 530 d.C. La struttura mantenne la sua funzione di arena per tutto il dominio gotico e longobardo, ma in seguito alla distruzione della città avvenuta nell’841 d.C. ad opera dei Saraceni, fu trasformata in fortezza, fino ad essere successivamente adattata in cava. In pochi conoscono l’esistenza di questo eccezionale tesoro storico, poco valorizzato da un’Italia svogliata e incapace di mostrare che vale molto di più di quello che esibisce sul palcoscenico internazionale.

Fabiana Laganà