A Fiesole la seconda tappa del progetto artistico di Marta Cuscunà sulle resistenze femminili in Italia.

_MG_0491Difficile trovare parole adatte ad esprimere la versatilità, la presenza scenica, la determinazione, l’ironia e la spontaneità di Marta Cuscunà, attrice-autrice di una bravura straordinaria. La sua “Semplicità ingannata. Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne” è un capolavoro. Lo è per l’intelligenza con cui viene affrontata una tematica tanto delicata come quella dei condizionamenti e delle violenze psicologiche e sociali che le famiglie da sempre esercitano nei confronti delle figlie femmine; lo è per la tecnica, che unisce il teatro di parola a quello di figura; lo è, infine, per il magnetismo recitativo e la vis affabulatoria. Non a caso ha vinto il Premio Last Seen 2012 come miglior spettacolo dell’anno e, dopo una lunga tournée, è stato riproposto in occasione della seconda edizione di “Alchimie. Incontri teatrali d’Estate Fiesolana”, un festival che vuole riunire alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama teatrale italiano contemporaneo.

_MG_0514Si tratta di una parte di un più ampio progetto artistico che ha come filo conduttore il tema delle resistenze femminili in Italia. Iniziato nel 2009 con “È bello vivere liberi! Teatro civile per un’attrice, 5 burattini e un pupazzo”, che raccontava la storia della staffetta partigiana Ondina Peteani (Premio Scenario Ustica 2009), si concluderà con “The best of Freedom”, racconto corale per i ragazzi e le ragazze di oggi sul sogno rock di un paese di persone libere e uguali nei diritti. In questa tappa centrale viene data nuova voce alle testimonianze di alcune giovani donne che, nel Cinquecento, lottarono contro le convenzioni sociali, rivendicando libertà di pensiero e di critica nei confronti dei dogmi della cultura maschile dominante.

_MG_0534Tema di fondo quello della monacazione forzata, generalmente imposta alle bambine sin dalla tenera età per motivi meramente economici: colpa dei padri, che in questo modo risparmiavano sulla dote, colpa della Chiesa, che per guadagno appoggiava questo mercato delle donne. Ma ci fu chi si ribellò, come alcune clarisse del Santa Chiara di Udine che trasformarono il convento in uno spazio di libertà di pensiero, anche scientifico e religioso. Un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca. L’alternativa sociale da loro proposta fu talmente forte che riuscì, per anni, a resistere agli attacchi dell’Inquisizione. Perché “La semplicità ingannata” vuole parlare del destino collettivo di generazioni di donne e della possibilità di farsi ‘coro’ per cambiarlo.

_MG_0523Il tutto è riproposto con una precisione storica lodevole, nonostante l’attrice dichiari che «non è un documentario ma un progetto artistico dove il teatro è anche la possibilità di tradire il dato certo o quantomeno di considerare il dato certo come un punto di partenza, un trampolino per un racconto che abbia come soggetto principale la società e le donne e gli uomini che la compongono». Ma dalle parole del testo emerge bene la scrupolosa ricerca e lettura che l’autrice ha fatto di quei pochi documenti sopravvissuti alla damnatio memoriae contro le clarisse udinesi, a cominciare dagli scritti della monaca Angela Tarabotti, nonché il valido aiuto del volume di Giovanna Paolin “Lo spazio del silenzio. Monacazioni forzate, clausura e proposte di vita religiosa femminile nell’età moderna”. Il tocco magico della Cuscunà ha trasformato il tutto in uno spettacolo che rapisce e lascia a bocca aperta, e che offre un’occasione imperdibile per una profonda e intelligente riflessione sull’oggi.

Fiesole (Fi) – TEATRO ROMANO, 16 luglio 2014

Lorena Vallieri

LA SEMPLICITÀ INGANNATA – Satira per attrice e pupazze sul lusso d’esser donne di e con Marta Cuscunà. Liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle Clarisse di Udine. Assistente alla regia: Marco Rogante; Disegno luci: Claudio “Poldo” Parrino; Disegno del suono: Alessandro Sdrigotti; Tecnica di palco, delle luci e del suono: Marco Rogante, Alessandro Sdrigotti; Realizzazioni scenografiche: Delta Studios, Elisabetta Ferrandino; Realizzazione costumi: Antonella Guglielmi; Co-produzione: Centrale Fies, Operaestate Festival Veneto.

Foto: Matteo Bertelli.