NAPOLI:  Natale a New York  quest’anno avrà come rappresentazione della Misericordia il presepe napoletano: a realizzarlo, gli artisti Scuotto de “La Scarabattola”.

Conferenza

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“Napoli è la nuova città del vecchio mondo che riassumeva i tratti culturali e le caratteristiche essenziali di civiltà. New York è la capitale del nuovo mondo. Queste due città hanno in comune la capacità d’integrare le diversità e trasformarle in umanesimo. Ed è in questo senso che dobbiamo leggere il presepe”.  Queste le parole dell’assessore alla cultura del Comune di Napoli Nino Daniele alla presentazione del progetto “Il Presepe della Misericordia (Nativity of Mercy)”, avvenuta ieri nella splendida cornice della Chiesa del Pio Monte della Misericordia di Napoli.

Monsignor Donald Sakano della St. Patrick’s Old Cathedral di New York ha scelto, in occasione del Giubileo Straordinario indetto da Papa Francesco, il presepe napoletano per mostrare ai fedeli il volto tangibile della Misericordia, tema centrale dell’Anno Santo. Il progetto è stato curato da Thomas Smith, Assistant CEO della Binn’s di Williamsburg ed è supportato dal patrocinio morale del Pio Monte della Misericordia.

L’importante opera è stata commissionata al laboratorio artistico “La Scarabattola” dei fratelli Scuotto che,reduci dalle favorevoli esposizioni dei presepi monumentali presso il Palazzo Reale di Madrid e la Custodia di Terrasanta a Gerusalemme, presenteranno al pubblico il prossimo 8 dicembre, presso la St. Patrick’s Old Cathedral di New York, “Il Presepe della Misericordia (Nativity of Mercy)”, la loro ultima produzione artistica.

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“La realizzazione di questo Presepe – dichiarano gli artisti Scuotto –  ci ha consentito di affermare, ancora una volta, quello che da anni cerchiamo di trasmettere con la nostra visione del presepe, cioè che Napoli è l’ombelico del mondo. Il presepe napoletano, infatti, è tra gli strumenti più efficaci per raccontare le eterne contraddizioni di un’umanità alla continua ricerca di redenzione e il tortuoso viaggio che ogni anno si compie fino all’avvento della speranza, quindi di Cristo.  Da sempre, la nostra idea della tradizione presepiale è aperta alla contaminazione con la realtà del nostro tempo, in piena sintonia con quello che, in fondo, facevano i grandi maestri del Settecento, quando modellavano guardando il loro mondo contemporaneo”.

Il tema della  Misericordia è sottolineato dalla presenza di due scene principali i cui soggetti si ispirano a “ Il figliol prodigo” di Rembrandt e “Le sette opere di Misericordia” di Caravaggio.

3. Nativity of Mercy (La Scarabattola, F.lli Scuotto) - ph. Paola Tufo

3. Nativity of Mercy (La Scarabattola, F.lli Scuotto) – ph. Paola Tufo

Oltre settanta sono le figure che armoniosamente si dividono lo spazio scenico, raccontando la capacità di integrazione tra i personaggi di tradizione e quelli contemporanei. Oltre ai personaggi simbolo del presepe come l’oste, i pastori, l’Annunzio di Benino e di Armenzio,  troviamo personaggi che raccontano piccole storie dai grandi valori simbolici come il femminiello; “Ciruzz o nir”, figlio del dopoguerra, posizionato su un barcone e accolto da un pescatore, come richiamo all’attuale dramma dell’immigrazione; scorgiamo anche Francesco, duplice richiamo alla figura del Santo Padre come promotore del Giubileo della Misericordia e a quella di San Francesco come inventore del presepe.

La produzione della scena della Natività vede la collaborazione dello scenografo Biagio Roscigno che porta filologicamente in auge un rudere presente nella città di Napoli,  l’area archeologica di Carminiello ai Mannesi, dove sembra che in passato si esercitasse il culto di Mitra, quasi a rimarcare come l’avvento del Bambino e della Cristianità sovrasti il paganesimo.

9. Nativity of Mercy (La Scarabattola, F.lli Scuotto) - ph. Paola Tufo

9. Nativity of Mercy (La Scarabattola, F.lli Scuotto) – ph. Paola Tufo

“Stimolati dalla richiesta di Papa Francesco – afferma  monsignor  Sakano- di indossare il volto della misericordia durante l’Anno Santo, offriamo ai visitatori l’opportunità di sperimentare l’enorme potere e la capacità di perdono di Dio attraverso il culto, il servizio e l’arte.  La Basilica of St.Patrick Old Cathedral invita i pellegrini della misericordia a riflettere sulla rappresentazione del presepe, dove la Sacra Famiglia è circondata da altri pastori artigianali napoletani a rappresentare la condizione peccatrice ma redenta del mondo moderno.”

Thomas Smith, Assistant CEO della Binn’s di Williamsburg  motiva così la scelta curatoriale del progetto: “Sono stato ispirato dal presepe napoletano fin dalla mia infanzia. Gli artisti della Scarabattola realizzano il presepe con un’abilità tecnica ed una passione per il proprio mestiere che non hanno eguali. Esteticamente belli, i loro pastori incarnano l’anima di Napoli nel mondo e ispirano bambini e adulti nella contemplazione del significato della vita. Sono orgoglioso di rappresentare gli artisti de La Scarabattola e questo mestiere senza tempo. E’ un privilegio incontrarli così spesso e continuare a rappresentare il messaggio del presepe nel mondo.”

Presenti alla conferenza Alessandro Pasca di Magliano, Sovrintendente del Pio Monte della Misericordia; Nino Daniele, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli; Padre James Ferreira, Segretario del Cardinale Timothy Dolan, Arcivescovo di New York; Thomas Smith, Assistant CEO, Binn’s of Williamsburg e Project Manager, Nativity of Mercy;  Padre Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità; Raffaele e Salvatore Scuotto de “La Scarabattola”.

Simona Schiavone