In scena la commedia lirica che nel 1981 inaugurò la prima stagione dell’Associazione Teatro di Pisa.

Dopo 34 anni va di nuovo in scena “La Rondine” di Giacomo Puccini al Teatro di Pisa. L’ultima volta fu nel 1981, quando inaugurò la prima stagione della neonata associazione insieme a “I due Foscari” e “Lucia di Lammermoor”. Il nuovo allestimento del Teatro del Giglio di Lucca è coprodotto insieme con il Goldoni di Livorno, il Verdi di Pisa, il Pavarotti di Mantova e l’Alighieri di Ravenna. Un lavoro a più mani per una commedia lirica (così riporta la partitura) poco rappresentata in Italia, e non se ne capisce il motivo dato che sebbene molto lontana dalle raffinatezze melodiche di opere quali “Madama Butterfly” e “Turandot” ha il potere di incantare gli spettatori e di condurli nel mondo parigino début de siècle, sempre tanto elegante quanto affascinante.

LA RONDINE I atto fotoGiuseppeGiovanelli da sinistra FrancescoMarsigliaPRUNIER, FrancescoFaciniRAMBALDOCiò che convince di più in questa rappresentazione è la direzione di Massimiliano Stefanelli insieme alle scene e ai costumi di Rosanna Monti. Stefanelli è sempre presente e riesce a guidare perfettamente l’Orchestra della Toscana avendo approntato con essa un raffinato lavoro di concertazione. Il risultato è un suono compatto, morbido, di ampio respiro e senza scollature che riesce a sottolineare tutte le atmosfere: dalle più frivole alle più serie, fino al brusco cambiamento finale in cui la musica volge verso toni più cupi e drammatici. Ad ogni apertura del sipario il pubblico apprezza in modo evidente (e sonoro) le scene curate fin nei minimi particolari, che ripropongono visivamente i significati più profondi del sottotesto dell’opera. Il salotto dell’appartamento di Magda nel primo atto è una vera e propria “gabbia dorata” da cui la protagonista non vede l’ora di fuggire e il Bal Bullier rappresenta una ideale “rampa di lancio” che permette alla donna di spiccare il volo (come la rondine) verso la sua primavera: molto bello dunque l’uso del panoramico di un blu intenso che rende davvero l’idea di uno spazio infinito. I costumi seguono la medesima finalità nel passaggio dai colori smorti del primo atto a quelli color pastello del secondo. All’inizio del terzo atto i personaggi indossano costumi da spiaggia (la totale libertà del corpo dalle imposizioni sociali) e si rivestono poi con gli stessi abiti del primo atto quando Magda lascerà Ruggero per ritornare a Parigi. Puccini stesso aveva del resto evidenziato il senso ultimo dell’opera: la rondine «arriva e riparte per rifarsi sempre un nuovo nido, lasciando nel dolore il compagni di una stagione».

Deludenti purtroppo i due protagonisti, Francesca Sassu (Magda) e Marcello Vannucci (Ruggero). Sassu appare scenicamente impacciata e i suoi acuti non sfogano e non raggiungono l’esplosione emotiva della scrittura pucciniana, forse anche per una non perfetta maturazione vocale che si evince peraltro dai fiati corti. Per questo è particolarmente mal riuscito “Il bel sogno di Doretta”, in cui il pathos creato dal tenore Francesco Marsiglia (Prunier) tiene il pubblico col fiato sospeso. Vannucci ha una voce possente come la sua fisicità ma non riesce a gestirla in modo adeguato, a causa di un’emissione ingolata e mancanza di proiezione, motivo per cui l’orchestra spesso lo copre. Eccellente la prova di Marsiglia che a un bel timbro di voce aggiunge ottime capacità tecniche: il legato è perfetto e il buon utilizzo del fiato unito alle splendide mezze voci gli consente di esprimere appieno la liricità di Prunier. Bravi anche Chiara Pieretti (Lisette) e Francesco Facini (Rambaldo). Pieretti è capace di gestire sia i momenti più concitati sia le linee cantabili e sebbene la sua voce sia un po’ aspra nel registro acuto si confà al personaggio; Facini, non più giovanissimo, dimostra una buona esperienza scenica e la sua voce si distingue ancora per bellezza.

LA RONDINE III atto fotoFilippoBrancoliPantera (da sinistra FrancescaSassuMAGDA, MarcelloVannucciRUGGERO) copiaLa regia di Gino Zampieri collabora alla creazione di suggestivi quadri d’insieme e trova ottime soluzioni per far muovere i personaggi in modo sciolto e disinvolto negli spazi un po’ claustrofobici imposti (volutamente) dalla scenografia nel primo e nel secondo atto. Ottima prova anche per il Coro della Toscana che si integra perfettamente dal punto di vista vocale e scenico riuscendo a rendere un perfetto effetto rallenty che isola lo slancio sentimentale di Magda e Ruggero nel primo duetto del secondo atto. Azzeccata la scelta di inserire il corpo di ballo in questa commedia musicale, che ricorda molto da vicino l’operetta molto in voga nell’Europa di quegli anni.

Nel complesso dunque lo spettacolo piace e riceve una discreta accoglienza dal pubblico.

Pisa – Teatro Verdi, 18 gennaio 2015.

Diego Passera

LA RONDINE – Commedia lirica in tre atti di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami; Editore proprietario: Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali, Milano; Prima versione: 1917.

Direttore e concertatore: Massimiliano Stefanelli; Regia: Gino Zampieri; Aiuto regista: Emiliana Paoli; Scene e costumi: Rosanna Monti; Disegno luci: Marco Minghetti; Coreografia: Giulia Menicucci; Orchestra: Orchestra della Toscana; Coro: Coro della Toscana; Maestro del coro: Marco Bargagna.

Interpreti: Francesca Sassu (Magda); Chiara Pieretti (Lisette); Marcello Vannucci (Ruggero); Francesco marsiglia (Prunier); Francesco Facini (Rambaldo); Andrea Zaupa (Perichaud/Rabonnier); Marco Voleri (Gobini); Alessandro Calamai (Crebillon); Mirella di Vita (Yvette); Alessandra Meozzi (Bianca); Chiara Brunello (Suzy); Alessandro Billot (Maggiordomo).

Foto: FilippoBrancoli Pantera, Giuseppe Giovanelli.