Il teatro fiorentino festeggia i trent’anni di attività con un cartellone denso di appuntamenti.

Il Teatro di Cestello di Firenze compie trent’anni di attività e festeggia il traguardo raggiunto presentando un cartellone ricco di titoli in vista della nuova stagione in partenza dal 16 ottobre. Valorizzando soprattutto le esperienze legate al territorio, il teatro fiorentino ha elaborato un programma di spettacoli che andrà di pari passo con il progetto formativo attraverso i corsi del Cantiere Obraz e la scuola di teatro in vernacolo diretta da Remo Masini.

Elisabetta SalvatoriL’ampia proposta presentata “si fa” donna, nel senso che numerosissime sono le esperienze femminili che andranno a colorare di rosa il palcoscenico con note ma anche nuove produzioni. Si parla delle signore di Buenos Aires con Donatella Alamprese nel suo “De tacos y Carmin (con tacco e rossetto) il Tango raccontato dall’altra metà del cielo”, spettacolo/concerto per evocare le vicissitudini legate all’ascesa e alla popolarità di un genere performativo sbarcato in Europa oltre un secolo fa. L’Arampese è coinvolta anche in un altro lavoro: con “Le quattro voci di Eva” realizza un vero e proprio viaggio a quattro voci che hanno come solo punto in comune il concetto di emozione, unico elemento che permette di accostare le storie narrate. Nella ricerca di uno stimolo alla sensibilità e di un coinvolgimento emotivo, anche Cristina Di Sciullo propone un lavoro di analisi dell’impercettibile, una sorta di  “bilancio esistenziale” della vita che si fa più consapevole grazie alla scoperta dei sentimenti puri, come l’amore e l’affetto; nel suo “Ho fatto l’uovo” con Es Teatro il confronto tra favola e mondo reale sembra non potersi davvero risolvere a causa dell’incomunicabilità dei due mondi, apparentemente vicini, ma distanti anni luce l’uno dall’altro. Il turbamento, la passione, il bene incontaminato invece si ritrovano in “Calde Rose – storie d’amore” di Elisabetta Salvadori che con i Favolanti ha potuto allestire un “collage di reminescenze” proprio per mantenere viva la memoria delle vicende più ardenti della storia della letteratura, accompagnante al violino da Matteo Ceramelli.

Microband2Una programmazione, quella del Cestello, densa di esperienze che alla recitazione uniscono il suono di uno strumento proponendolo non tanto come semplice accompagnamento musicale, ma come elemento essenziale del racconto. Con il pianoforte di Jacopo Fiastri per “Volevo fare la mignotta” di Francesca Nunzi e Bernardino Iacovone, ma anche con la musica eseguita dal vivo dal Vincit Omnia Ensemble contenuta in “Tamburini” da un radiodramma di Marcello Fois per la regia di Vincenzo del Caro, si propone quel teatro che comunica con un linguaggio più colorito, perché assorbe in sé almeno due diversi livelli di comunicazione: la parola e la musica. A proposito di mescolanza, non di mezzi ma di genere, occorre inoltre segnalare il progetto nato da un’idea di Tina Vannini e Francesca Barbi Marinetti; con “Mille volte Monica – omaggio a Monica Vitti”, a cura di Francesco Sala, si evoca “il ritorno” sul palcoscenico  della grande maestra della romanità attraverso la presentazione del suo repertorio, un prezioso lascito artistico fatto di monologhi, riflessioni, poesie e celebri scene di film che interpretò durante il corso della sua carriera.

Francesca-Nunzi-foto2Un altro nome importante in cartellone è certamente quello di Woody Allen da cui è stato tratto lo spettacolo “Sesso e bugie” per la regia di Massimo Alì. Con Vania Rotondi, Enrica Pecchioli, Simone Martini, Leonardo Venturi e Anna Manueli, Alì porta in scena le diverse vicende di una presunta infedeltà, della difficoltà di gestire contemporaneamente la depressione, una malattia e una moglie, ma anche delle frivole relazioni extraconiugali in cui si cerca rifugio dall’asfissia di una donna in carriera. La brillante storia è solo una delle numerose commedie proposte dal Cestello, di cui fa parte anche il lavoro diretto da Fulvio Ferrati “A piedi nudi nel parco” con la compagnia Sifa, e “Vermouth on the ro(cks)” con Altrove Teatro (testo e regia di Marco Predieri) un vero e proprio gioco teatrale al centro del quale ruota una storia di orgoglio e di ex fidanzati che, finito l’amore, diventano complici in ben altre circostanze. Al fianco delle nuove proposte non possono certo mancare i classici; Paolo Biribò e Marco Toloni dirigono la celebre vicenda dell’astuta Mirandolina portando in scena l’intramontabile e goldoniana “La Locandiera”, proseguendo poi con l’allestimento del Cantiere Obraz che presenta uno sguardo su Cechov  con “Tre atti unici”. Tra i grandi del passato sono anche inseriti i nomi di Aldo Palazzeschi e Giovanni Boccaccio, scelte attraverso cui è stato possibile riproporre “Le sorelle materassi” tratto dall’omonimo romanzo interamente riscritto per il teatro da Oreste Pelegatti, ma anche il “Decameron” diretto da Angela Tozzi e realizzato da Il Cenacolo dei Giovani e Teatro di Cestello.

foto-Gigi-Proietti-GRANDETra i personaggi più attesi invece, motivo per cui ogni spettacolo verrà proposto in replica per tre sere consecutive, Gigi Proietti e Enzo Iacchetti. Con “Parole, parole, parole” (29, 30, 31 gennaio) di Adriano Bennicelli, il grande maestro della scena italiana Proietti guida la divertente commedia la cui vicenda ruota intorno ad un uomo dal passato di balbuziente ed una donna che appare nel monitor di una banca. L’amore sgrammaticato di questa brillante avventura, è teso alla ricerca di un’alternativa alla parola come mezzo di comunicazione. A causa dei “filtri”, materiali o fisici, che appartengono ai due protagonisti, esprimere il messaggio di un sentimento che sta nascendo, diventa un’impresa di non facile risoluzione. Iacchetti invece porta in scena il testo di Giorgio Centamore, “Questa sera cose turche” (4, 5, 6 marzo), con Rossana Carretto, Pia Engleberth e Alessandra Sarno. La sala “diwan” diventa il luogo in cui tre donne mettono a nudo debolezze, spaesamenti, e amare consapevolezze, temi che appartengono a storie profondamente diverse ma che hanno in comune la presa di coscienza delle diverse interlocutrici. A contrastare questo senso di rassegnazione, si presenterà una quarta figura a convincere le donne del significato “morale” che caratterizza le loro condizioni. Altro speciale appuntamento sarà quello con “Sogno” di Mattia Boschi (15 gennaio), non un semplice spettacolo di illusionismo e magia, ma il viaggio che attraverso il teatro, permette di esplorare le parti più recondite dell’essere umano: i sogni. Le fantasie portate in scena per mezzo di attenti effetti speciali e celati inganni, permetteranno al pubblico di confrontarsi con un artista eclettico già conosciuto da migliaia di spettatori.

Quella del Teatro di Cestello si presenta come una stagione che non poteva meglio festeggiare il traguardo dei trent’anni di attività se non attraverso un cartellone così ricco e variegato. Il lavoro che ha permesso a questa realtà culturale di arrivare fin qui è la dimostrazione che l’impegno costante può far pensare al teatro come un vero progetto a lungo termine.

Per le informazioni sul calendario completo e le formule di abbonamento si veda il sito www.teatrocestello.it

Laura Sciortino