Dal cinema al teatro in una performance tecnicamente perfetta firmata Claudio Insegno.

Claudio Insegno porta al Teatro Verdi di Firenze il mitico Tony Manero e la sua banda con “La febbre del sabato sera”, un classico rivisitato con Francesco Italiani nel ruolo del protagonista, le canzoni dei The Bee Gees e un cast eccezionale di ballerini, attori e cantanti.

Era il 1977, John Badham aveva appena diretto “Saturday Night Fever” e John Travolta stava per diventare l’idolo dei giovani e il sogno delle ragazze dell’epoca. Dopo quarant’anni le canzoni più famose dei The Bee Gees, “Symphonie No 5”, “More than a woman” e “Disco Inferno”, sono cantate a memoria dal pubblico di giovani e meno giovani che non possono non sentire il ritmo vibrare nel proprio corpo, anche se comodamente seduti in poltrona. “La febbre del sabato sera” è un inno alla libertà di realizzare i proprio sogni ma anche alla consapevolezza del disagio sociale e del divario tra ricco e povero che colpisce le grandi metropoli del mondo: era così negli anni ’70 ed è così ancora oggi e il musical, ancora una volta, si dimostra capace di moralizzare, di far riflettere oltre che divertire. Tratto da una storia vera, è un classico immortale che omaggia la disco music e il glam un po’ vintage e ancora alla moda.

Il regista Claudio Insegno guida un cast degno di nota, impeccabile nel canto, nella recitazione e nelle coreografie, realizzate da Valeriano Longoni. Il passaggio dal cinema al teatro è pacifico: tanti i riferimenti, a partire dalla discoteca Odissey 2001 (dall’omonimo film di Stanley Kubkick del 1968) all’uso massiccio delle tecnologie utilizzate in modo efficace e tutt’altro che ridondante (al contrario di come troppo spesso si nota nel musical). La scenografia fisica è scarna ma le proiezioni sui lati e sullo sfondo del palco fanno il loro effetto, simulando il ponte di Brooklyn e la città di New York in tutta la sua sublime imponenza. Solidamente supportati dal corpo di ballo, Francesco Italiani ma anche Anna Foria e Arianna Galletti nei ruoli di Stephanie e Annette sono forti nella danza e soprattutto nel canto. Né passi falsi né note discutibili: un lavoro da prendere come esempio, drammaturgicamente e registicamente.

Firenze – TEATRO VERDI, 7 dicembre 2017.

Benedetta Colasanti

La febbre del sabato sera – Basato sul celebre film di Paramount/RSO e sulla storia di Nik Cohn; adattamento al teatro di Robert Stigwook in collaborazione con Bill Oaks e di Sean Cercone & David Abbinati per il Nord America; musica: The Bee Gees; regia: Claudio Insegno; interpreti: Francesco Italiani (Tony Manero), Anna Floria (Stephanie), Arianna Galletti (Annette); coreografie: Valeriano Longoni; adattamento musicale: Angelo Racz; impianto scenografico: Roberto e Andrea Comotti; video: Francesca Del Cupolo ed Erika Dolci; costumi: Graziella Pera; disegno luci: Valerio Tiberi; disegno audio: Simone Della Scala.