Ted Neeley al Teatro Verdi di Firenze nell’opera rock su Gesù con la regia di Massimo Romeo Piparo.

rid.FOTO-GIANMARCO-CHIEREGATO-TED-NEELEY-E-GIUDA-FEYSAL-BONCIANI-DSC_1451aStanding ovation al Verdi di Firenze, un pubblico emozionato ed incantato dalla messinscena di Massimo Romeo Piparo dell’opera rock più celebre di tutti i tempi e che ancora oggi rimane tra le più toccanti rappresentazioni dell’ultima settimana di vita di Gesù. Un successo dovuto in parte, ma non solo, all’ospite d’eccezione Ted Neeley che, raggiunti i 71 anni d’età, riveste i panni del Messia così come aveva fatto nel “Jesus Christ Superstar” di Norman Jewison, successo cinematografico del 1973 con gli straordinari testi di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Indiscusso protagonista della vicenda il personaggio di Giuda, qui splendidamente interpretato da Feysal Bonciani (24enne, fiorentino di nascita), la cui lettura ce lo mostra non tanto come traditore, ma come vittima del “disegno divino”. Disorientato, affannato e perplesso, incapace di comprendere gli eventi a cui assiste, divorato dalla paura, uno stato d’animo tormentato ben espresso dalle parole della canzone che dà inizio allo spettacolo “Heaven on their minds”: «You’ve begun to matter more than the things you say» (Hai cominciato ad essere più importante delle cose che dici). Una preoccupazione che spinge anche i sacerdoti ad agire, non tanto per il messaggio portato da Gesù, ma per la grande capacità che ha di coinvolgere le folle, un potere che dai tempi più lontani è stato chiaramente riconosciuto come il più pericoloso.

rid.FOTO-GIANMARCO-CHIEREGATO--JESUSCHRIST-SUPERSTAR_DSC2432aPiparo allestì la versione italiana in lingua originale del noto musical nel 1994, dopo vent’anni dal film, riuscendo ad ottenere la presenza di ben tre star: oltre a Neeley anche Yvonne Elliman (Maria Maddalena) e Barry Dennen (Pilato); grande traguardo fu per il regista italiano avere, in occasione del Santo Giubileo del 2000, la partecipazione di Carl Anderson, il Giuda del film, scomparso poi nel 2004. Si è detto che il successo di questo evento spettacolare, però, non è solo merito del grande Ted Neeley, la cui voce ha ancora una volta commosso ed estasiato la platea fino a raggiungere l’apice nel suo pezzo forte “Getsemani”. Circonda la star americana un cast di interpreti di alto livello: il già citato Feysal Bonciani, la dolcissima voce di Gloria Miele (Maria Maddalena), ma anche Emiliano Geppetti (Pilato), Paride Acacia (Hannas), Marco Fumarola (Caifa), Salvador Axel Torrisi (l’eccentrico Erode, qui circondato da maschere e burattini della tradizione italiana) e Riccardo Sinisi (Simone/Pietro); per non parlare dell’ensemble di acrobati, trampolieri, mangiafuoco e ballerini guidati da Roberto Croce che danno vita a scene dal forte effetto visivo ed emotivo, tra cui ricordiamo a titolo esemplificativo la perdizione di Gerusalemme (immersa simbolicamente nel fuoco), che addolora Gesù al suo ingresso nel tempio divenuto “mercato di piaceri”, e l’assalto dei malati (rappresentati dalle mummie che strisciano sul palco) che lo implorano di essere curati.

rid.FOTO-GIANMARCO-CHIEREGATO-FEYSAL-BONCIANI-E-TED-NEELEY-DSC_1231aIl regista riesce a richiamare le immagini del film, rispettando la sua volontà di omaggiare e celebrare il mito, non di reinterpretarlo, ma nello stesso tempo vi aggiunge un tocco di “modernità”. Salta subito all’occhio, infatti, la differenza tra la versione cinematografica e quella teatrale che rispecchia due epoche molto diverse dal punto di vista sociale e artistico: se nel film viene messa in evidenza la cultura hippy degli anni ’70 con l’arrivo della compagnia sul luogo delle riprese del musical e prevalgono inquadrature lente e paesaggistiche, nello spettacolo vi è una maggiore immediatezza e dinamicità, i tempi sono molto più veloci così come la vita frenetica che caratterizza la contemporaneità. Riprendono fedelmente l’originale anche la scenografia di Giancarlo Muselli, con le impalcature simili a quelle presenti nel film, e le coreografie di Croce: la folla che acclama Gesù esplode in una festa di gioia, luci e colori, in cui vengono sfruttate tutte le potenzialità della rappresentazione teatrale, oltre il ballo anche numeri di giocoleria e acrobatica. Infine l’allestimento prevede la presenza in scena dell’orchestra diretta dal maestro Emanuele Friello: alcuni elementi sono posizionati su una pedana girevole che talvolta li nasconde facendo da scenografia, mentre altri musicisti sono distribuiti su più livelli ai lati del palco.

rid.FOTO-GIANMARCO-CHIEREGATO-TED-NEELEY-GESUDSC_1399aInnumerevoli i momenti di grande tensione emotiva di questo musical in cui il regista decide anche di dare una sua risposta personale a quanto dichiarato da Tim Rice attraverso le parole messe in bocca a Giuda – ormai morto suicida – nella canzone che accompagna la Via Crucis “Superstar”: «Now why’d you choose such a backward time and such a strange land? If you’d come today you could have reached a whole nation Israel in 4 BC had no mass communication» (Ora, perché hai scelto un tempo così arretrato e una terra così strana? Se tu fossi venuto oggi avresti potuto raggiungere un’intera nazione: Israele nel 4 a.C. non aveva mezzi di comunicazione di massa). Infatti durante la scena delle 39 frustate vengono proiettati tutti gli orrori del mondo (i campi di concentramento, l’esplosione della bomba atomica, guerre e attentati, violenze di genere e omicidi, povertà e disastri ambientali) a testimonianza – come dichiara Piparo – dell’«eterno, intramontabile senso di angoscia per un’umanità che da sempre elegge i propri messia per poi mandarli al martirio, crea i propri miti per poi distruggerli, professa la propria ideologia per prontamente rinnegarla».

Firenze – TEATRO VERDI, 4 dicembre 2014

Mariagiovanna Grifi

JESUS CHRIST SUPERSTAR Regia: Massimo Romeo Piparo; Autori: Andrew Lloyd Webber e Tim Rice; Orchestra dal vivo diretta da: Emanuele Friello; Coreografie: Roberto Croce; Scenografie: Giancarlo Muselli; Elaborazione scene: Teresa Caruso; Costumi; Cecilia Betona; Interpreti: Ted Neeley (Gesù), Feysal Bonciani (Giuda), Gloria Miele (Maria Maddalena), Emiliano Geppetti (Pilato), Paride Acacia (Hannas), Marco Fumarola (Caifa), Salvador Axel Torrisi (Erode), Riccardo Sinisi (Simone/Pietro).

Foto: Gianmarco Chieregato.