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“Iocisto”, è questo lo slogan che darà una svolta alla vita culturale del Vomero e di Napoli in generale. Ne parliamo con Ciro Sabatino, l’ideatore dell’associazione omonima, ed ora presidente della stessa. “Un’idea nata quasi per gioco – racconta – quando, dopo essermi trasferito al Vomero, notai che proliferavano negozi di patatine e morivano gli spazi culturali, dal cinema Arcobaleno alle libreria Guida e Loffredo, per non parlare del ridimensionamento di Fnac, ora Trony. Scrissi un “post” molto amareggiato su facebook, ottenendo un boato di “mi piace”. E allora rilanciai: e chi metterebbe i soldi per aprire una libreria? Beh, con mio grande stupore in due giorni raccolsi 130 adesioni”. E poi com’è proseguita la vicenda? “Appena dieci giorni dopo facemmo il primo incontro, alla sala consiliare del Vomero. Eravamo 110. Nacquero cinque sottogruppi di 60 persone, per seguire gli aspetti pratici, dalla sede alla forma giuridica, dai problemi tecnici alla raccolta dei soldi. Così abbiamo costituito un’associazione che avrebbe traghettato tutti dal virtuale al reale per costituire una s.p.a., ad azionariato popolare. Abbiamo quindici consiglieri, ed io sono il presidente. Al momento gli iscritti sono 230, ma le cifre crescono sempre di più”. Che impatto mediatico ha avuto “Iocisto”? “Enorme, tutti i giornali si sono occupati di noi, dedicandoci una grande attenzione. E’ stato un effetto-domino meraviglioso”. L’inaugurazione è prevista nel cuore del Vomero, sull’isola pedonale, il 21 luglio alle ore 21: “In quest’occasione lanceremo una campagna di crowd funding, con i migliori esperti nazionali del settore. Lo chiamano “effetto supersantos”, come fosse una colletta di ragazzini per comprarsi il pallone. Oltre all’azionariato popolare di cui dicevamo (per evitare scalate il massimo di azioni acquistabili sono cinque per il valore di mille euro), la raccolta del denaro attraverso quest’iniziativa, che sta spopolando nel mondo, consente a chiunque, anche agli studenti, di partecipare”. Come sarà strutturate la libreria? “Oltre alle novità editoriali, vogliamo dare spazio anche ai piccoli editori, e magari formare anche una casa editrice. Vogliamo rilanciare l’idea dell’ascolto dei libri, cambiando il rapporto classico di fruizione. A tale proposito invito gli scrittori, per ora freddini, a partecipare anche attraverso il nostro profilo facebook. I lettori lo hanno fatto in massa. Apriremo anche un sito internet www.iocistolibreria.it, e contiamo di restare aperti fino alla sera tardi, come ha fatto, con successo, la libreria Ubik al centro storico. Non mancherà anche la possibilità di sedersi a tavolino, per una ristorazione leggere. E a tal proposito ringrazio La Compagnia della Qualità della Taverna Santa Chiara per averci fornito amichevolmente il catering per il giorno dell’inaugurazione”. Il mondo della cultura, quello commerciale e quello istituzionale come hanno accolto il progetto? “Benissimo, devo dire. I commercianti sono stati disponibilissimi, ospiteranno persino dei corner con i nostri libri all’interno dei loro negozi, così come in luoghi come le discoteche, apparentemente così distanti da noi. Ma anche l’Associazione Vomero commercio e cultura è con noi, così come il presidente della circoscrizione collinare, Coppeto. Esperti del settore come Diego Guida e Paolo Loffredo mi hanno dato preziosi consigli, e siamo stati persino premiati come progetto innovativo per il 2014 da NaStartUp. Infine, abbiamo lanciato un contest per creare il logo, a cui han partecipato ben 28 agenzie grafiche. La più votata è stata Doriana Farè, vomerese doc”. Dopo l’ardita sperimentazione della Libreria degli Inediti ai tempi d’oro de Il Pozzo e il Pendolo, Ciro Sabatino è pronto ad una nuova sfida. Ma stavolta ha con sé un gioioso esercito di persone, accomunate da un unico obiettivo. Fermare il degrado. Nel nome della Cultura.

Antonio Mocciola