I quattro finalisti si esibiranno il 29 e 30 maggio al Cantiere Florida di Firenze e al Teatro delle Arti di Lastra a Signa.

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“Orfeo ed Euridice” di Eco di fondo

Sono stati presentati al Caffè letterario “Le Murate”  gli spettacoli ammessi all’ultima fase di selezione prevista dal bando In-box 2014. Quattro produzioni (su 319 partecipanti) che avremo l’occasione di vedere integralmente il 29 e il 30 maggio al Teatro Cantiere Florida di Firenze e al Teatro delle Arti di Lastra a Signa (Fi). Le finali dal vivo, alla compresenza di giuria e pubblico, sono una delle novità di questa VI edizione e sono state rese possibili grazie alla sinergia dell’organizzatore Straligut Teatro con quattro partner di In-box di cui tre facenti parte del Sistema delle residenze della Regione Toscana: Elsinor Teatro Stabile d’innovazione/Teatro Cantiere Florida e Murmuris Teatro, col progetto di residenza multidisciplinare Flow, e Teatro delle Arti/Teatro Popolare d’Arte. Altrettanto fondamentale è stato il sostegno di Fondazione Toscana Spettacolo.

La scelta della giuria si baserà su criteri ben precisi: qualità artistica, originalità di linguaggio e incisività dei contenuti, capacità di parlare a più pubblici, sostenibilità della scheda tecnica, ciclo di vita dello spettacolo. Ai finalisti verranno assegnati complessivamente (finali comprese) 40 repliche ad un cachet fisso di 1000 euro cadauna. Queste saranno ripartite tra le quattro compagnie senza quote fisse: ogni giurato sceglierà autonomamente quale spettacolo ospitare. Ma i benefit non finiranno qui. Al tour retribuito si affianca la visibilità presso il pubblico e gli operatori teatrali, l’attenzione della stampa e l’avere un ufficio stampa dedicato. Da non sottovalutare anche l’incremento dei numeri lavorativi (Enpals, borderò) e l’“indotto” di repliche extra bando.

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“Genesiquattrouno” di Gaetano Bruno e Francesco Villano

Primo imperdibile appuntamento, dunque, è quello del 29 maggio al teatro Cantiere Florida di Firenze. Alle 21.00 andrà in scena “Genesiquattrouno” di e con Gaetano Bruno e Francesco Villano, su testo e musiche dello stesso Bruno. Il lavoro prende spunto dalla vicenda biblica di Caino e Abele, così come viene narrata nel libro della Genesi (capitolo 4, versetto 1), ma vuole proporre una riflessione più generale sulla fratellanza, sul conflitto legato alla prossimità, sul sospetto e la paura di non essere più amati. Un’indagine creativa verso un linguaggio teatrale che procederà di pari passo con una ricerca sul movimento, cifra poetica dell’intero lavoro.

Segue, alle 22.30, “Orfeo ed Euridice” della compagnia Eco di fondo, formata nel 2007 da Giacomo Ferraù  e Giulia Viana, entrambi diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano, a cui quest’anno si è unita Stefania Monaco. Il testo presentato, di César Brie (che ha curato anche la regia), intreccia la forza e la poesia del mito classico di Orfeo con due temi di estrema attualità: l’accanimento terapeutico e l’eutanasia. «Senza offrire risposte, lo spettacolo interroga lo spettatore sulla forza e la grandezza del sentimento d’amore».

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“L’uomo nel diluvio” di Simone Amendola e Valerio Malorni

Il 30 maggio al Teatro delle Arti a Lastra a Signa, la serata inizia con “L’uomo nel diluvio” di Simone Amendola e Valerio Malorni, che proprio con questo spettacolo hanno ricevuto una menzione speciale al Premio Scenario 2013. Si tratta di un monologo in tre atti in cui si affronta il tema del naufragio, sia quello metaforico dell’esistenza, sia quello reale quanto drammatico della migrazione e della fuga.

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“Cantare all’amore” di La ballata di Lenna

Infine, ultimo solo in ordine cronologico, “Cantare all’amore” della compagnia piemontese La ballata di Lenna, formata da Nicola di Chio, Paola Di Mitri e Miriam Fieno. Lo spettacolo, già vincitore di E45 Napoli Fringe Festival 2013, è una ‘tristallegra’ storia dei giorni nostri che intreccia tre vite senza coraggio: quelle di due sorelle, l’una di una bellezza vincente prossima a un matrimonio d’interesse, l’altra una poltiglia di difetti priva di aspirazioni e di un sarto, ‘campione dei falliti’. Uno squallido scenario di delusioni, con tocchi di comicità.

Lorena Vallieri