La prosa per riflettere, la musica per rallegrarsi: la leggerezza dei temi importanti.

Il Teatro di Cestello è parte della storia di Firenze; nato come stanza parrocchiale e sorto nel dopoguerra, ha visto l’alluvione e ha vissuto crisi da cui è risorto con rinnovamenti che ne sanciscono la popolarità fino ad oggi. La stagione 2017-2018 è in programma per ottobre con titoli nuovi e repliche, tra prosa, musical, spettacoli per adulti e per ragazzi.

Tema ricorrente del cartellone è la comicità, da leggere come monito critico alla società. Altrove Teatro e Marco Predieri propongono una divertente soluzione alle difficoltà delle giovani coppie: “Chi ha incastrato Mary Poppins”, interpretata tra gli altri da Rita Iacone, Maria Rita Scibetta e Simone Marzola; Valerio Groppa mette in scena “Unpercento, punizione ad effetto”, scritto da Francesco Stella e agito da Fabio Avaro ed Enzo Casertano: un pallone da calcio, una bara, due sconosciuti a un misterioso appuntamento, il paradosso del comico arricchito dalla tensione drammatica. Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo  ci invitano tra le mura domestiche con “Sugo finto”, scritto da Gianni Clementi e diretto da Ennio Coltorti, la storia di due sorelle zitelle che vivono nel reciproco conflitto, nella distruzione dell’equilibrio e nel suo ripristino. Araba Felice propone “Chiave per due” di John Chapman e Dave Freeman, ambientato in un Inghilterra critica in cui alcune categorie, come quella delle giovani e belle, ricorrono a mezzucci facili e che tuttavia necessitano di astuzia per durare. I Pinguini portano in scena “La cena dei cretini” di Francis Veber e con la regia di Pietro Venè, una finestra aperta su un gruppo di uomini dell’alta società parigina durante la loro cena del mercoledì sera, appuntamento fisso in cui invitare ogni volta un cretino da sbeffeggiare, fino a che la regola del gioco viene stravolta.

A Firenze anche le simpatiche imitazioni di “Edoardo Ferrario Show”, focalizzate proprio sulle fisse dell’uomo contemporaneo. E ancora Giove Scarabocchio con testo e regia di Bruno Maresca: “Fra Massone”, la salvezza tra le mura di un convento tra massoneria e presunti omicidi. “Cous Cous” di Massimo Alì, con Vania Rotondi e Marco Natalucci, è una commedia sociale con funzione di smascheramento ispirata a “Prenom” di Bernard Murat; “Cane!”, di Produzione Cantiere Obraz e Alessandra Comanducci, è invece la storia di un cane trasformato in uomo, un’assurdità che troviamo in modo diverso in “Analisi illogica”, altra regia di Predieri, tra thriller ed equivoco ironico con Simone Marzola e Giorgia Trasselli nel ruolo di protagonista. Anche Samuel Osman mette in ridicolo la quotidianità e la contemporaneità con “Storie farsesche”.

Già Lucio Anneo Seneca, in epoca romana, si era occupato dei temi ricorrenti e riguardanti la società; con una scena scarna e due leggii, con riduzione a dialogo e regia di Giovanni Micoli va in scena “Lettere a Lucilio”, una rievocazione degli argomenti trattati modernamente da Seneca quali la morte, l’irrequietudine, la povertà, il pubblico, la folla, il silenzio e la coscienza di noi stessi. Anche la religione e gli dei vivono un momento difficile, ce lo dimostra lo stesso Micoli con “Oh mio dio” di Anat Gov, un dio psicanalizzato. Altrove Teatro torna invece con un “Cyrano”, tratto da Edmondo Rostand con direzione, adattamento e interpretazione di Predieri, un nuovo allestimento della vicenda umanissima della lotta contro un invincibile destino. Altro tema attuale è quello della guerra, non comico ma spesso reso con un profondo, complesso e amaro sarcasmo: “La guerra degli altri – appunti di una rivoluzione”, di Marco Giavatto e diretto da Iacopo Biagioni, rappresenta una realtà che travolge gli uomini quando meno se lo aspettano. Dopo la guerra, il dopoguerra, letto in un testo anarchico: “La merenda dei generali”, altro testo di Iacopo Biagioni. Il conflitto genera una paura ignota in chi la guerra non l’ha mai vissuta e incubi in chi l’ha conosciuta e ne ha pagato le conseguenze.

Essa è il contesto in cui tutti i crimini si sprigionano dal mistero dell’anonimato e del silenzio. Fra questi la violenza sulle donne, messa in scena con “Eclissi dell’anima” e “Con gli occhi delle donne”, firmati ancora Pietro Venè e I Pinguini. Con l’accompagnamento musicale di Stefano Macrilló, Donatella Alamprese è interprete di “Latitudine donna”, dedicato alle poetesse Mercedes Sosa, Alfonzina Storni, Violetta Parra e Amalia Rodriguez. Intanto con “Donna Italia” di Teatro Cestello e CdG, in scena l’8 marzo, viene sfatato il luogo comune della donna come essere fragile.

La crisi ha molte forme. È analizzata attentamente dalle produzioni di Teatro di Cestello e CdG: “Una scossa ondulatoria”, riadattato da Marcello Ancillotti, vuole omaggiare l’autore Augusto Novelli, personaggio cardine della tradizione teatrale fiorentina, morto novant’anni fa lasciando quasi cinquanta opere tra cui la suddetta, nella quale si ironizza sul sisma che colpì Firenze nel maggio 1895; in fondo non c’è dramma più grande di quello del genere commedia. “Sarto per signora” di Georges Feydeau, che vede nuovamente alla regia Marco Predieri, ha per protagonisti la belle époque, la Francia, la prosperità, il lusso e la leggerezza, parole d’ordine del vaudeville. Ancillotti è regista di altri tre titoli: “Firenze 1865-1915”, scritto e diretto da Loretta Bellesi Luzi, è il racconto di una Firenze che vive della propria storia, da capitale politica a eterna città d’arte; “Un tranquillo weekend di follia”, di Alan Bond, è uno sguardo sul teatro stesso: mette in scena la vita privata degli attori; infine “Il canto di Natale” tratto da Charles Dickens: ambiente fiabesco, scenografie e costumi ricchi e colorati.

Sotto le feste, l’aria natalizia anima anche il Cestello: Luca Giacomelli Ferrarini, Cristian Ruiz e il maestro Antonio Torella portano al teatro di San Frediano “Christmas in love” e “Processo a Pinocchio”, il primo nell’atmosfera di casa, di dolcezza e musica jazz, un modo per festeggiare le cose belle della vita, il secondo, a metà fra commedia e noir, è lo spettacolo di Andrea Palotto, vincitore delle migliori musiche originali agli oscar del musical 2015, in replica al Cestello così come “That’s Amore” di Marco Cavallaro, regista ma anche attore, affiancato da Claudia Ferri e Marco Maria Della Vecchia.

La musica è protagonista anche di “Anima Mundi – Concerto di Natale” con Marco Giacomini alla chitarra e Andrea Tinacci al clarinetto. La componente musicale è preponderante nel musical, portato al Cestello da “Ti amo sei perfetto ora cambia”, testo di Joe di Pietro, musicato da Jimmy Roberts e diretto da Marco Simeoli, l’amore visto nel contrasto tra romanticismo e realismo; Performers SRL propone “Disincantate, le più stronze del reame”, diretto da Matteo Borghi con liriche italiane di Nino Pratticò, in cui le principesse delle fiabe si ribellano ai loro modi tradizionali e indossano le vesti delle donne forti.

La salvezza è nella speranza, sempre l’ultima a morire, ce lo racconta “Un cielo in bianco e nero” di Marino Giuseppe Sanchi, con testi e regia di Fiamma Negri e Giusi Salis e musiche dal vivo di Stefano Bartoli, dedicato all’Apollo 11, ancora il sogno dei bambini che lo attesero e lo videro in televisione. Una speranza disillusa, come vediamo in “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller, realizzato dalla Compagnia Giardini dell’Arte e diretto da Marco Lombardi: tratto dalla drammaturgia americana del Novecento, è la storia di una famiglia siciliana alla ricerca dell’America come luogo di redenzione. Un fittissimo cartellone. Sono da segnalare anche gli spettacoli fuori stagione e i titoli riservati a bambini, ragazzi e al progetto “Le chiavi della città”, consultabili sul sito www.teatrocestello.it.

Benedetta Colasanti