ventiDa una delle più vivaci regioni d’Italia, una realtà culturale che riesce a coniugare arte ed impegno civile nel più riuscito dei modi

L’Emilia è da sempre considerata una regione all’avanguardia, in Italia, per i fermenti e le iniziative culturali: fucina di grandi talenti e movimenti in cui l’impegno civile e culturale hanno fatto da capifila a tutta l’Italia, è spesso, più che nella città capoluogo e simbolo, la realtà dei piccoli centri o delle città meno metropolitane che è consueto, da decenni, il formarsi di gruppi che nella politica, nell’arte e nella cultura sono impegnati nel costruire e nel produrre. Francesco Guccini, Pierangelo Bertoli, Ligabue per la musica o Pier Vittorio Tondelli nella letteratura sono solo degli esempi che, dagli anni ’60 ad oggi, hanno portato alla ribalta non solo nazionale l’Emilia. È quindi con giusto interesse ed aspettativa che si saluta la nascita ed il crescere di gruppi che, in ambito teatrale, nascono nella felice regione della bassa padana: tra questi sicuramente la compagnia “teatro dei Venti”, che ha sede a Modena. La compagnia non ha ancora 10 anni di attività, essendosi formata nel 2005, e già vanta una serie di spettacoli ed iniziative lodevoli, per la creazione e la diffusione dell’arte teatrale. Residente da 3 anni presso “Il Teatro dei Segni”, nel cuore del Parco degli Artisti, “Il Teatro dei Venti” trae origine dall’esperienza dei suoi fondatori nel teatro di strada, quindi dal teatro per ragazzi, per poi svilupparsi nel teatro di sale, facendo tesoro delle tecniche di espressione corporea. Molti sono i successi, anche oltre i confini nazionali, che hanno portato la compagnia ad essere considerata una realtà vincente del teatro di strada, basti pensare all’ultimo lavoro, “Il Draaago” che lo scorso anno è andatodraago in scena in Cina, allo “Yunlin AgriExpo”, in cui spettacolari uso di scene musiche e maschere caratterizzano la scelta di un teatro visivo estremamente impattante. Di grande impegno civile l’attività laboratoriale che la compagnia organizza nell’ambito della Casa di Reclusione in Castelfranco Emilia, attività che ben si contestualizza con la fondazione , insieme ad altri gruppi, del Coordinamento del Teatro Carcere in Emilia-Romagna, con il quale si è realizzato il progetto “Stanze di Teatro Carcere”, una rassegna itinerante attraverso i carceri della regione, nell’ambito del quale sono andati in scena gli spettacoli “Attraverso Caligola”, e, recentemente, “I Sette contro Tebe” di Eschilo, protagonisti i detenuti di Castelfranco. Nell’ambito delle attività della compagnia, oltre a laboratori e corsi specialistici sul teatro, va sicuramente rilevata l’organizzazione il festival “TRASPARENZE”, che nel 2014 giunge alla sua terza edizione. Una rassegna di grande interesse, soprattutto per il pubblico dei più giovani, che, dopo un’accurata selezione che vede impegnato un comitato composto da ragazzi under 25 (la #Konsulta), ospita compagnie di teatro in Residenze durante le quali le compagnie stesse, prima mostrano la loro attività attraverso la rappresentazione di uno spettacolo facente parte del loro repertorio, quindi, dopo un’attività laboratoriale che si svolge nell’arco di una settimana, portano in scena il risultato del laboratorio stesso, in forma di studio. Un modo creativo ed intelligente per offrire al pubblico modenese la possibilità di tastare il polso delle compagnie emergenti provenienti dalle più svariate parti di Italia. Al confronto con queste realtà la compagnia “Teatro dei Venti” si presenta con imagesproprie produzioni, di cui l’ultima in ordine di tempo è “InCertiCorpi” con cui il regista Stefano Tè, in collaborazione con il drammaturgo Giulio Costa e l’attrice Francesca Frigini, ha portato in scena uno spettacolo in cui al centro dell’azione è il rapporto della donna con il proprio corpo, suggestionato da “Pittura su legno” di Ingmar Bergman. Un’attività, insomma, quella del “Teatro dei Venti”, che ben si sposa con la voglia di nuovo e con l’impegno civile della cultura, che tanto rappresenta il fermento sociale di una delle più fervide regioni italiane.

Gianmarco Cesario