A La Versiliana Festival, l’incanto della musica in un concerto di piano solo.

Una delle poche date del tour italiano di Giovanni Allevi, dopo una lunga serie di appuntamenti asiatici, è quella del 2 agosto, al Teatro Grande de La Versiliana Festival. Un pubblico di tutte le età accorre numeroso, aspetta con emozione il maestro, che eseguirà brani costellanti tutto il suo percorso artistico.

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Arriva correndo, Giovanni Allevi, sulle sue gambe magre, giovani, come se fosse ancora quell’enfant terrible, il prodigio che, ai suoi esordi, impressionò quel mondo che continua, dopo anni di strepitosi successi, a colpire. Saluta il pubblico, la voce tremante ma felice, come un innamorato al primo appuntamento, eppure, di appuntamenti con la musica, ne ha avuti tanti. Prima di eseguire ogni brano del suo nuovo album “Love”, ci racconta la genesi dell’ispirazione, di quelle note che, in modo così veloce, passano dal contrappunto al libero sfogo di sentimenti, dalla potenza alla dolcezza, mostrando l’anima del maestro Allevi: due facce diverse e contrastanti, che convivono come due amanti che non possono fare a meno l’uno dell’altro. Il segreto di Giovanni Allevi è proprio amare, amare il mondo, ma soprattutto amare se stesso. Dirige da solo la propria opera, in parole e in note; ogni brano racconta un pezzo della sua vita, introdotto con toni divertenti: racconta lo “Yuzen”, che in Giappone non ha visto dal vivo ma nel delirio della febbre, descrive l’asteroide a cui la NASA ha dato il suo nome, immaginandolo come un mondo vivibile (“Asteroid 111561”), racconta di un tecnico muscoloso che prova, senza successo, a far funzionare un termostato (“It doesn’t work”), ride della sua famiglia caotica (“My family”) «Mi dicono che potrei fare il comico». Come per magia, la mente e le dita di Allevi trasformano questi simpatici ricordi in melodie dolci, che rievocano i suoi racconti di tutti i giorni, ma anche qualcosa che ognuno di noi, nel proprio quotidiano, ha vissuto.

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Un artista così caleidoscopico non può nascondere il proprio lato malinconico, l’altra faccia della medaglia che ne fa una persona profondamente sensibile; il percorso di “Love” esprime vari tipi di amore, quello passionale (“Lovers”), quello affettuoso (“Loving you”), quello verso il prossimo (“Amor sacro”), quello doloroso che, in una vita passata, ha fatto soffrire una donna giapponese (“Asian eyes”), quello per i suoi figli, che gli mancano mentre viaggia per il mondo (“La stanza dei giochi”), quello spensierato come una colazione, quando si assaggia qualcosa di dolce sotto la luce del sole, quando le preoccupazioni della giornata non hanno ancora scalfito il nostro buon umore (“Sweetie pie”). Racconta e si racconta, parla del suo carattere poliedrico (“The other side of me”), il suo essere ansioso e il concedersi un po’ d’aria per respirare (“Aria”); lo vediamo anche nella bellezza di un albatros baudelairiano, apparentemente impacciato nelle sue enormi ali, che gli consentono, però, di spiccare il volo (“L’albatros”). Un viaggio di vita, quello di Giovanni Allevi, nello spazio e nel tempo, con i suoi più grandi successi (“Go with the flow”), in cui ci invita a partecipare, a seguirlo (“Come with me”), per poi intraprendere, ognuno, la propria strada. Un musicista forse ineguagliabile per le capacità tecniche, che vuole esprimere, prima di tutto, la magia di una musica che sembra farsi da sola, straripante dai nostri occhi, dalle nostre orecchie, dalle nostre singole esistenze. Ed ecco che Giovanni Allevi trasmette al suo pubblico l’importanza di amare e amarsi, di sentirsi belli dentro, di essere felici per ogni piccolo gesto, di mostrarsi semplicemente per ciò che si è (“Come sei veramente”). Saluta gli spettatori con un grande sorriso, scappando correndo com’è entrato, per poi rientrare e dare il suo arrivederci con “Back to life”.

Marina di Pietrasanta – TEATRO GRANDE LA VERSILIANA, 3 agosto 2016.

Benedetta Colasanti

GIOVANNI ALLEVI – PIANO SOLO – Produzione: LEG Live Emotion Group in collaborazione con La Versiliana Festival. Interprete: Giovanni Allevi.