cenerentola

Cercasi Cenerentola, il nuovo musical della Compagnia della Rancia, scritto da Saverio Marconi e da Stefano D’Orazio, ex batterista, cantante e paroliere dei “mitici” Pooh, è una commedia musicale  per tutta la famiglia, che riesce a coniugare il poliedrico funambolismo del re del musical, Manuel Frattini con la verve esplosiva di Paolo Ruffini, attore e regista simpaticissimo e carismatico.

Lo spettacolo, serratissimo nei ritmi e incardinato su un soggetto drammaturgico estremamente coinvolgente, ci trascina in una favola moderna e “vintage” al tempo stesso, infatti la storia si svolge in un fantomatico regno, quello di Microbia, la cui cifra estetica, complessivamente anni ’50, in ossequio ai miti della commedia musicale americana sulle cui melodie tutti abbiamo sognato, incontra in più di un’occasione il dettaglio contemporaneo, definendo una sorta di piano sincronico-trasversale del tempo della messinscena che amplifica e potenzia la magia suggestiva dello show.

Manuel Frattini, danzatore ed interprete perfetto, nel musical dà gesto e voce al personaggio di Rodrigo, esempio di amicizia e fedeltà, un personaggio che riesce a farsi amare da grandi e piccini per l’equilibrio con cui riesce a mediare tra il ruolo di saggio consigliere e quello di amico brillante e complice del Principe, un prorompente Paolo Ruffini.

Nel cast, affiatato e travolgente, ricordiamo l’ottima interpretazione di Laura Di Mauro che, nel ruolo della matrigna, si conferma figura di riferimento della commedia musicale italiana (tra gli ultimi successi ricordiamo quelli di “Vacanze Romane” accanto a Massimo Ghini e poi “Parlami di me” con Christian De Sica) e Silvia Di Stefano, nel ruolo di Anastasia, una delle sorellastre, la cui voce, bella e potente, le ha offerto l’opportunità di conseguire il premio “Musical Day: Miglior Performer Femminile dell’anno 2011/2012” per gli spettacoli “Aladin” e “Sindrome da Musical”.

Insomma, uno spettacolo coinvolgente e leggero, di una leggerezza “sana”, quella leggerezza che ci aiuta a sognare, a tornare per qualche ora nelle favole, soprattutto se le favole, proprio come questa rivisitata dalla Compagnia della Rancia, comunica un messaggio di grande positività, sottolineando l’urgenza della libertà come valore imprescindibile per tutti gli esseri umani, di qualsiasi estrazione sociale e qualsiasi identità di genere, siano essi Principi, Principesse o Ciambellani.

  Teatro Augusteo, 25/4/ 2014

Claudio Finelli