Se c’è una cosa che non fa difetto al Teatro Bolivar è la voglia continua di cambiamento e sperimentazione. Dalla sua riapertura (fortemente voluta dalla famiglia De Luca) fino ad oggi, l’antica sala di Materdei ha cambiato pelle diverse molte, mantenendo invariata la sua indubbia vocazione musicale, anche per l’eccellente acustica che possiede. Ad inaugurare la stagione 2018-19 arriva da Milano Emilio Fede, giornalista di lungo corso e dal sangue siciliano, attento soprattutto – in sede di conferenza di presentazione – a rimarcare le virtù di Napoli (la passione, i fermenti culturali) troppo spesso offuscate dai difetti. A lui toccherà la gestione di dibattiti politici ed eventi di stampo sociali che si alterneranno alla stagione artistica vera e propria, che comincerà il 10 novembre con “Jazz in rehab” per poi proseguire con “Broadway”, “Variando il varietà”, “Assurdo ma vero”, “il Musical di Busiello con la Compagnia d’Oriente, “Zingari -atto II”, “The double”, “Natale in casa Cupiello”, “Canto Napoletano” a cura di Mario Maglione e Marcello di Panamagroup, “Caviale e lenticchie”, “Caro Eduardo, j’e resto cca”, “Il filo rosso di Prometeo”, “Non c’ è 2 senza 3” “Concerto Orchestra San Giovanni”, “Olga di carta”, “Un incubo in cucina”, “Blue box”, “Magici napoletani”, “Re Ferdinando di Borbone e Pulcinella”, “Salone Margherita”, “Il berretto a sonagli”. A precedere la stagione ci sarà la Rassegna Musicale “Note d’Autunno- Ottobre in musica” che partirà il 6 ottobre con l’Incontro con Teplitz a cura di Gianluca Blasio e Pier Carmine Garzillo per poi concludersi il 4 novembre con Bruno Bavota in concerto.

Non mancheranno attività collaterali come presentazioni di libri, matinée per le scolaresche, vernissage, corsi di danza, laboratori teatrali e l’apertura del nuovo spazio “Bolivar Lab”, per un contenitore sempre più interdisciplinare.

Antonio Mocciola