L’indiscutibile importanza della memoria, spesso sottovalutata da programmazioni di eventi sempre volti ad un’istantanea di un presente a volte avulso da qualità e spessore, grazie a dei figli attenti e rispettosi di una figura paterna importante, dal punto di vista umano ed artistico-professionale, è riuscita nell’impossibile: far accorrere un migliaio di persone nel cortile del Maschio Angioino di Napoli, venerdì 2 settembre per ricordare uno dei più importanti interpreti della canzone italiana, che, come purtroppo spesso accade, per le ragioni espresse in precedenza, rischiava di cadere in quell’oblio nel quale , ahinoi, sono caduti tanti nobili artisti, popolarissimi in vita e cancellati totalmente dalla frettolosa contemporaneità.

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Gallo in un’immagine degli anni ’80

Parliamo di Nunzio Gallo, che, grazie ad i figli Gianfranco, Massimiliano (artisti anch’essi, e di grande temperamento), Loredana e Jerry, è stato protagonista di una festosa (nessuna concessione alla lacrima o al facile patetismo) “Serata d’Onore” che, organizzata grazie all’ospitalità del Comune di Napoli, e, nello specifico, dell’Assessorato alla Cultura guidato dall’assessore Nino Daniele, con il titolo “Ho cantato ad occhi aperti”, ha ricordato la straordinaria carriera di un artista che, nato e cresciuto nei vicoli della Pignasecca, diventò, grazie al talento ed alla determinazione, una star internazionale, vincitore di festival e portavoce del bel canto in giro per il mondo.

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Gallo abbraccia Claudio Villa dopo la vittoria a Sanremo 1957 con “Corde della mia chitarra”

Filmati di repertorio, grazie alla collaborazione con gli archivi RAI, aneddoti, raccontati dagli ospiti e dagli stessi figli, che, insieme alla bellissima e bravissima Patrizia Spinosi, hanno condotto la serata con passione e leggerezza, si sono alternati alle canzoni interpretate da ospiti scelti con grande cura da Gianfranco, ideatore di questa serata, che è stata anche un’occasione per rivedere in scena due regine della canzone quali Angela Luce e Mirna Doris, due voci senza tempo, straordinariamente giovani, o per applaudire una grande attrice quale Angela Pagano, per conoscere, quindi, i nuovi portavoce del neapolitan sound, quello più prettamente melodico di Andrea Sannino, e quello sperimentale di Maurizio Capone e del pluripremiato cantautore napoletano Maldestro, o per risentire, grazie alla grande voce di Antonella Morea, alla melodica solidità vocale di Mario Maglione, alla personalissima musicalità di Enzo Gragnaniello, ed il sempreverde “Giardino dei Semplici” grandi classici della canzone napoletana che furono successi di Gallo., o, anche, per applaudire le musicalità raffinate di Espedito De Marino e di Marco Zurzolo

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Sal Da Vinci, Patrizia Spinosi, Gianfranco Gallo, Massimiliano Gallo e Gianluca Di Gennaro in un momento della serata

Divertenti gli interventi, inoltre, dei figli di quelli che furono i colleghi-antagonisti di Gallo, Massimo Abbate (figlio di Mario), Fabrizio Fierro (il cui padre, il grande Aurelio, condivise con Nunzio una vittoria al festival di Napoli) e Sal Da Vinci, il quale, oltre che figlio di Mario, fu anche compagno di scena di Massimiliano Gallo nella storica edizione del musical “Scugnizzi”.

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Gianfranco Gallo tra le figlie Bianca e Greta e, a destra, la nipote Giulia

Un momento, infine, particolarmente emozionante è stata l’esibizione di Gianfranco con al fianco le figlie, Bianca e Greta e Giulia (figlia di Massimiliano) che con Gianluca Di Gennaro (figlio di Loredana) rappresentano la terza generazione e, chissà, il futuro di questa famiglia d’arte.

Insomma una serata all’insegna del ricordo, ma con uno sguardo verso il futuro, perché l’arte, quella vera, non ha tempo, e, ci auguriamo, che con questa bella iniziativa di Gianfranco, il Comune di Napoli possa iniziare un ciclo di momenti simili, per mantenere la memoria di artisti quali Roberto Murolo, Sergio Bruni, i già citati Abbate e Ferro, e tutti coloro che restano nel cuore solo di chi li ha conosciuti.

Gianmarco Cesario