L’opera di Gianni Rodari, manifesto per la letteratura per l’infanzia, diventa uno spettacolo teatrale della Magnoprog.

1897705_710540782329588_244579618_nTroppo spesso ci si dimentica anche di essere stati bambini, figuriamoci se si perde tempo a lasciare la mente libera di fantasticare. Gli adulti si prendono troppo sul serio, mentre invece un po’ di leggerezza riuscirebbe a rendere la vita più piacevole e serena. Questo i bambini lo sanno bene. Negli anni ’40 Gianni Rodari, scrittore e pedagogista, produsse una serie di elaborati che furono poi raccolti nel 1972 nel libro diventato vero e proprio riferimento per chiunque voglia cimentarsi nell’arte di inventare storie: “Grammatica della Fantasia”. Un’opera dottrinale, scritta in modo molto agile e scorrevole, che si ergeva a rappresentare le tante forme sperimentali che si stavano via via affacciando nella letteratura per l’infanzia, la quale si affermava per la prima volta come genere narrativo autonomo. Grazie all’operazione drammaturgica di  Lorenzo e Michele Baglioni, il manuale rodariano è divenuto uno spettacolo ed è andato in scena, per la regia di Riccardo Giannini, al Teatro di Cestello di Firenze.

1607038_710540808996252_1682621553_nAttraverso una trama delicata e semplice i due autori sono riusciti a proporre i tanti giochi surreali e divertenti che Rodari suggerisce nel suo testo, volti alla costruzione di narrazioni fantastiche: dalle filastrocche alle canzoni, dalle favole alle storie non-sense. Le tecniche indicate da Rodari sono innumerevoli e alla portata di tutti: associazione di pensiero (“binomio fantastico”), rimescolamento di favole già note (“insalata”), continuazione delle fiabe classiche, flusso di coscienza (per citarne solo alcune). Scopo dell’opera non era solo invitare tutti, adulti e bambini, al passatempo ludico di inventare storie, ma anche di legittimare il ruolo della letteratura per l’infanzia rispetto alla letteratura tout court dato che per lungo tempo era stata relegata a genere minore, per lo più a uso didattico.

604059_710540698996263_372622190_nBuffo e puerile, Lorenzo Baglioni interpreta il signor Silvano Pignoletti, autore di dizionari. Un omino abituato a scrivere solo parole senza anima, scarne definizioni. Sfiora la tragedia, quindi, quando la sua casa editrice lo costringe a scrivere un racconto per bambini: è a rischio la carriera. In suo aiuto appare la governante Margherita (Maria Paola Sacchetti), “pura fantasia” che dovrebbe ispirarlo nell’affrontare questa nuova sfida. Missione non facile perché Silvano è ormai scevro da qualsiasi residuo di emozione e creatività. La sua esistenza è vissuta tutta alla stregua di regole, ordine e puntualità. Invece Margherita lo accompagna in un viaggio nei meandri della mente, in quella parte della mente che con il reale ha poco a che fare: laddove vige il folle, l’imprevisto, il caos e il divertimento. L’invito alla leggerezza (che ricorda le Lezioni americane di Italo Calvino del 1985) viene accolto a fatica da Pignoletti, il quale, a poco a poco, si rende conto che la fantasia non va ricercata chissà dove, ma è già dentro ognuno di noi e bisogna solo darle lo spazio per uscire.

Lo spettacolo è godibile a vari livelli. Mentre cattura lo stupore dei più piccoli, spinge gli adulti alla riflessione: ciascuno sente uno slancio improvviso a cercare dentro di sé la parte di creatività a lungo sopita.  I due bravi attori si confrontano in una sorta di battaglia tra ragione e istinto, la loro “arena” è un piano inclinato e posto di traverso dove appaiono oggetti scenografati (di Gianni Calosi) bianco-grigi, così come i loro costumi (di Niccolò Gabrielli): è un fumetto ancora tutto da colorare. Gli esercizi di fantasia sono intervallati da canzoni gioiose e coinvolgenti, cantate sulle musiche di Michele Baglioni, che richiamano la figura di Mary Poppins, maestra indiscussa nell’arte del rovesciamento della realtà e nella promozione della fantasia come cura per l’anima.

 

FIRENZE – Teatro di Cestello, 15 marzo 2014

Mariagiovanna Grifi

 

GRAMMATICA DELLA FANTASIA – regia: Riccardo Giannini; autori: Michele e Lorenzo Baglioni; scene: Gianni Calosi; costumi: Niccolò Gabbrielli; coreografie: Luigi Ceragioli; interpreti: Maria Paola Sacchetti e Lorenzo Baglioni; produzione: Magnoprog. Foto di Sasmi Ph.