Giorgio Franco ha occhi che brillano e cuore che pulsa. L’entusiasmo genuino che trasmette non tragga in inganno: la concretezza e la grinta sono altrettanto presenti nell’animo di questo ragazzo siciliano con le cui smaglianti idee, prima o poi, anche le sorde pigrizie istituzionali dovranno fare i conti. Giorgio rappresenta la sezione di Lentini (Siracusa) di Italia Nostra, e lo abbiamo incontrato nelle splendide sale del nobile Palazzo Beneventano, appartenuto all’omonima famiglia. Quella lentinese è una delle dieci sezioni siciliane di Italia Nostra, sulle duecento nazionali, e si occupa, oltre che di Lentini, anche di Carlentini, Francofonte e dintorni. “Negli anni ’50 Palazzo Beneventano fu un fulcro importante della vita culturale cittadino – racconta il giovane Presidente – ma quando negli anni ’70 fu acquisita dal comune, cambiò destinazione d’uso, che divenne alquanto improprio, addirittura come deposito della nettezza urbana. Da tre anni il collettivo che rappresento, e che consta di 40 soci, ha già svolto parecchie attività, aprendo un apprezzato bookshop, ed insieme alla sezione di Troia, in provincia di Foggia, è il più giovane d’Italia”. Non è facile agire in Sicilia, soprattutto nel campo della cultura e dell’arte. Tra mille emergenze, Giorgio Franco riesce ad abbattere anche l’indifferenza, e gli ostacoli, della politica locale: “Abbiamo recuperato un edificio in rovina – spiega, con sacrosanto orgoglio – restituendolo alla cittadinanza. Ci sono degli aspetti non solo architettonici, ma addirittura archeologici, che sono ancora da rivalutare, e riscoprire. L’aspetto rupestre di Palazzo Beneventano stupisce ed emoziona, e la latomia greca che contiene fa da quinta a spettacoli teatrali. Le scolaresche che lo visitano restano a bocca aperta. Gli aspetti incompiuti della struttura hanno generato degli ibridi che ne aumentano il fascino“. Una tomba a camera di età ellenistica, un ampio e luminoso cortile, ambulacri, scuderie, nicchie… Palazzo Beneventano è un caleidoscopio di scoperte senza fine, in cui passato e futuro s’intrecciano compiutamente. Il presente, però, è altrettanto interessante. “Abbiamo molte idee – conclude Giorgio Franco – e vogliamo dedicare tempo e spazio sia alle mostre, sia a documentari e spettacoli teatrali. A marzo vorremmo dedicare al nostro concittadino Manlio Sgalambro, filosofo e intellettuale di enorme levatura, un’apposita rassegna“.

Antonio Mocciola