Stefano Massini si confronta con il Don Chisciotte di Cervantes in uno spettacolo per la regia di Ciro Masella in scena a Intrecci d’Estate.

10454336_669200496500447_4630581539533780023_nSvegliarsi di soprassalto dopo aver fatto un sogno terribile, che sembrava tanto reale da temere fosse un presagio: in quell’istante il confine tra realtà e finzione è impercettibile. Stefano Massini fa cominciare così la sua storia, con due uomini che si risvegliano dopo aver fatto lo stesso incubo e hanno il terrore che presto si avvererà. In “Gioco di specchi”, andato in scena nella Villa Gerini di Colonnata in occasione della rassegna Intrecci d’estate, ben presto si scopre che i protagonisti sono Don Chisciotte e Sancho Panza, cavalieri erranti del noto romanzo di Cervantes.

10403367_669908753096288_8469179573667066317_nUn’opera, in effetti, caratterizzata proprio dal continuo sconfinamento tra realtà e finzione, verità e apparenza. Da un lato un mondo dove la cavalleria e gli ideali che essa proponeva sono ormai superati, dall’altro quello creato da Don Chisciotte, amante del genere epico-cavalleresco e desideroso di diventare egli stesso un eroe come quelli dei suoi libri. Una passione tanto forte da fargli travisare la realtà e credere di compiere grandi gesta, mentre il suo “scudiero” Sancho (un contadino incontrato durante il viaggio) invano cerca di mostrargli la verità: eppure anche lui, spesso, finisce per farsi coinvolgere in quelle assurde fantasie.

10513254_10152251149844786_1276978193015695441_nIl dialogo serrato scritto da Massini risuona a tratti familiare, nonostante sia un’opera nuova, in fondo le domande che si pongono i due personaggi (magistralmente interpretati da Ciro Masella e Marco Brinzi) sono sempre le stesse e riguardano l’esistenza. In un intricato labirinto di pensieri con parole o concetti ripetuti più volte, per rimarcare il dubbio universale del chi e dove siamo, riaffiorano alla memoria di chi ascolta i signori Martin di “La cantatrice calva” di Ionesco o i noti Vladimir ed Estragon di “Aspettando Godot” di Beckett, gli uni nel disperato tentativo di “riconoscersi”, gli altri in attesa di un qualcosa ignoto che cambierà per sempre la loro vita, nel bene o nel male.

10537023_669200426500454_5877371664949514650_nIn effetti sia Cervantes (1600) che gli autori del molto più tardo Teatro dell’Assurdo (1900) dipingono la condizione tragica dell’essere umano che non riesce più a realizzare quegli ideali del passato e, di fronte a questa triste realtà, entra in una dimensione folle, assurda, irrazionale. Il Seicento e il Novecento sono due epoche caratterizzate dalla crisi e dal bisogno di ritrovare nuovi valori in cui credere e la letteratura di entrambe tenta di raccontare questa situazione in cui i vecchi eroi si sono trasformati in imperialisti o dittatori, i nobili (gli aristoi, i migliori) sono diventati usurpatori o consumisti.

10540853_10152245680339786_3943552252304238187_nMasella e Brinzi, quindi, si interrogano a vicenda in conversazioni tra il grottesco, l’esistenziale e il nonsense, fino al momento culminante in cui si scopre un pirandelliano gioco delle parti. Allo scambio di identità si affiancano illusione e follia. Nel momento in cui ci si trova di fronte a se stessi, come in uno specchio, affiorano tutte le paure e si è pronti a recitare una parte che, seppur ben lontana da sé, fa sicuramente più comodo. La finzione si rivela essere una fuga dalla realtà e dalla sua miseria; Don Chisciotte è emblema di questa negazione di Sé e del mondo circostante fino alla trasposizione in un Sé ideale; accanto a lui Sancho Panza, suo alter ego più razionale, rappresenta il suo labile legame con la realtà. Quando i due decidono di affrontarla si lanciano in una confessione sincera, una presa di coscienza dei propri peccati e difetti: è il momento della rottura dell’ingranaggio, il gioco è saltato. Viene messa in discussione non solo la propria identità, ma la stessa esistenza. E se fossero il sogno di qualcun altro?

Sesto Fiorentino (Fi) – VILLA GERINI DI COLONNATA, 24 luglio 2014

Mariagiovanna Grifi

GIOCO DI SPECCHIRegia: Ciro Masella; Autore: Stefano Massini; Scene: Villa Gerini; Interpreti: Ciro Masella e Marco Brinzi.