indexIl Festival Eclettica viene riempito in ogni suo spazio possibile con lo spettacolo Fratto_X di Antonio Rezza e Flavia Mastrella. Le persone sono accalcate per terra davanti al palco, sul prato, sulle sedie e dietro alla ringhiera sulla discesa che porta in platea.

Tutti sono uniti da un sentimento di ilarità anche se Rezza esordisce con “la spensieratezza va stroncata sul nascere!” mentre scoppia un palloncino bianco che allegoricamente rappresenta la testa di un omino strampalato e telecomandato.

Subito dopo Rezza entra in scena con una piccola bicicletta urlando a tutti la propria identità-“sono Mario”-  a cui segue la descrizione di ciò che sta per fare, in questo modo riesce a travolgere lo spettatore con la sua energia nonostante si allontani dal palco e continui a gridare cose incomprensibili, che solo dopo si scopre fossero richieste d’aiuto.

Al suo ritorno vediamo uno degli strepitosi ambienti di Flavia Mastrella, una serie di teli uniti da una struttura pieghevole che permettono all’attore di comparire e scomparire giocando a cambiare identità con l’utilizzo di un paio di cappelli e della modulazione della voce.

Compare anche Ivan Bellavista che interpreta, come al solito senza mai dire una parola, gli effetti dell’ansia sull’uomo: non è prevista alcuna possibilità di scampare all’arroganza insensata del potere, in qualunque forma esso si manifesti.

Tra le risate e il non-sense si intuisce una velata tristezza causata dal perdersi assoluto di ogni capacità di instaurare un rapporto ed un legame tra le persone. Il fratto è solo una linea che divide due elementi uguali che, secondo la legge matematica, vengono semplificati e non lasciano traccia di loro.

Anche per questo Antonio Rezza nella seconda parte dello spettacolo è il capo famiglia e simula le voci di Ivan e del ritrovato omino telecomandato con il palloncino bianco come testa: nessuno ha più la possibilità di avere un’identità.

Ma il culmine dello spettacolo viene raggiunto sul finale quando le persone del pubblico sono coinvolte ad interpretare personaggi di una storia che risulta esilarante. Ma ciò che dice Rezza rivolgendosi ad una persone del pubblico è verità: “ora sei qui e ridi e ti diverti, poi stasera arrivi a casa e hai una malinconia che te se magna”. La genialità sfrenata di Antonio Rezza permette un’indagine completa e approfondita della crudeltà mentre tutto il pubblico ride e viene definito “l’anello debole della catena”.

Roma, 31 Luglio 2014, Parco delle Energie

Erika Morbelli

 

TSI La Fabbrica dell’Attore – Fondazione Teatro Piemonte Europa
Flavia Mastrella e Antonio Rezza
FRATTO_X
con Antonio Rezza
e con Ivan Bellavista
(mai) scritto da Antonio Rezza
Habitat di Flavia Mastrella
assistente alla creazione Massimo Camilli
disegno luci Mattia Vigo