Max Pezzali live@Palapartenope, 10/12/2013 [foto di Fiorella Passante]

Max Pezzali live@Palapartenope, 10/12/2013 [foto di Fiorella Passante]

NAPOLI – Sfido chiunque a dire di non conoscere il ritornello di una canzone degli 883 o di Max Pezzali. Se è così o state bluffando per ostentare una supponente superiorità o probabilmente negli ultimi ventidue/ventitre anni siete stati in missione nello spazio. Non è un caso che al concerto di ieri sera al Palapartenope si potevano incontrare almeno tre generazioni di ascoltatori: dai quarantenni cresciuti assieme al cantante di Pavia, ai teenager che probabilmente quando gli 883 cantavano “Non me la menare”, non erano neanche nati. Tra le coppie che si scattano foto, e i gruppi di amici che già prima del concerto ballano sulle note in filodiffusione dell’ultimo disco di Pezzali (penso che sia la prima volta che mi capita di ascoltare le canzoni di un artista prima del suo concerto), sembra quasi vedere i personaggi e le storie che racconta Max, e non importa se i maxi-schermi nell’attesa trasmettono uno spot quasi perenne.

Lo show per “Max 20”, il tour che in un certo senso deve celebrare i vent’anni di carriera di Pezzali, in appendice al disco di duetti dei vecchi successi uscito quest’anno, inizia su questa scia nel migliore dei modi, con il dj sul palco che passa la prima canzone degli 883 “Non me la menare”, mentre i musicisti salgono sul palco e fanno partire “Ragazzo inadeguato” ultimo singolo di Max. Il passato remoto e il presente. “Noi siamo persone semplici”, dice Max alla fine del primo brano, ed è vero. Forse il suo più grande merito è sempre stato quello di essere arrivato all’apice del successo e non essersi mai perso in “filosofeggiamenti” come è capitato a molti suoi colleghi, continuando a parlare di vita normale, di persone normali, in modo normale. Anche i maxi-schermi aiutano Max a farsi capire, visto che per i nuovi brani sono trasmesse animazioni (di pregevole fattura) con i testi.

Il pubblico però non ha affatto bisogno di leggere testo quando la band inizia con una energica  “Rotta X casa di Dio” e anzi accompagna Max per tutto il brano. Stessa storia per “Gli anni” e per “Come mai” che quasi fanno scappare una lacrimuccia. Max dedica “Sei fantastica” al pubblico e lascia dal palco, lasciando la scena al suo dj che missa alcuni vecchi brani degli 883 finché la band torna e si ricomincia con “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, seguita da una  emozionatissima “Come deve andare”.

Il pubblico si diverte e canta senza sosta, con la stessa intensità dall’inizio alla fine, legati emotivamente a Max che in un modo o nell’altro ha sempre raccontato le loro vite. Il miglior modo per festeggiare venti anni e più di carriera.

Napoli – 11 Dicembre 2013

Francesco Di Maso

[foto di Fiorella Passante]