Torna a Firenze il più importante festival di arte contemporanea.

Appena prima delle calde e rumorose sere d’estate fiorentine, non poteva mancare l’appuntamento con Fabbrica Europa, il più grande festival di arte contemporanea che la capitale toscana dell’arte crea e accoglie per la XXIII edizione. Dal 5 maggio al 18 giugno 2016, in spazi diversi, in capo a tutti la Stazione Leopolda, si susseguiranno tanti originali spettacoli, dalla danza alla musica.

_ 6. MOTUS _ mdlsx _ ©Nada ZgankUna bellissima atmosfera sembra avvolgere questa straordinaria manifestazione artistica, che è una fabbrica nel vero senso della parola. Un festival al servizio della città, per i suoi artisti e per il suo pubblico: del resto Firenze è celebre per l’arte, un’arte che non deve fermarsi a quello che era, ma che deve riflettere su quello che è e costruire quello che sarà. Si tratta di una sorta di spettacolo itinerante, che si concentra sui punti focali della città: la Stazione Leopolda, il Teatro della Pergola, Le Murate, l’Istituto francese, la Limonaia di Villa Strozzi, ma che tende anche ad uscirne pian piano, per diventare da cittadino a regionale, approdando al Teatro Studio Mila Pieralli di Scandicci, al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino e a I Macelli di Certaldo.

13062852_1424508457575253_542459496_oQuindi non solo la sperimentalità dell’arte contemporanea, ma anche l’esplorazione di vari spazi, alla ricerca di un nuovo pubblico, di nuovi incontri, di nuove possibilità. Fabbrica Europa si proietta verso il futuro, quest’anno, per la sua XXIII edizione, più degli anni precedenti, nella prospettiva di una continuità che significa sviluppo, e che è aperta anche a nuovi progetti; lo scopo è superare la logica dell’evento e radicare un qualcosa di duraturo nel tempo. Partecipano alla conferenza stampa, che ha luogo alla Stazione Leopolda il 19 aprile, il sindaco Dario Nardella, la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni e il presidente del festival Tuccio Guicciardini, insieme a Maurizia Settembri e Maurizio Busìa (direttori artistici) e al presidente onorario Luca Dini. Fabbrica Europa è anche un trampolino di lancio per artisti che meritano di farsi conoscere e che allo stesso tempo trovano, qui, un nuovo modo di presentarsi.

_ 7. SOL PICO' _ WE WOMEN _ ©David RuanoMusica elettronica, danza contemporanea, diversi linguaggi che s’innescano e si mescolano a quella che è la realtà storica. Non solo la solita interdisciplinarità, ormai ingrediente essenziale delle nuove arti, ma anche multi-autorialità: è il caso di “DAN+Z” che prevede l’incontro della danza e del jazz, di “Beytna”, un invito in casa libanese in cui si balla, si sta insieme e si cucina, di “Gamelan” e dei suoi movimenti nati su suoni elementari, di “Meeting Young Arab Choreographers”, un vero e proprio incontro tra artisti e, infine, di “Thinking Dance/Togethering”, lavoro basato proprio sulla cooperazione. I temi sono molti: da questioni di gender, come “We Women”, spettacolo tutto al femminile, coreografato da Sol Picò (che è anche protagonista del solo “One-Hit Wonders”), alla misteriosa alterità, di cui parla Motus in “MDLSX” e Francesca Foscarini in “Vocazione all’Asimmetria”.

13062842_1424508924241873_325482861_oMolto si punta sulla voce delle nuove generazioni, ospiti a Le Murate con i propri lavori in anteprima: Mosè Risaliti, Giovanna Rovedo, Francesco Michele Laterza, Tommaso Monza, Salvo Lombardo, Irene Russolillo, Lisi Estaras, Agnese Lanza e Floor Robert. Massiccia è la presenza della musica: tra i più famosi, Daddy G (dei Massive Attack), Daniele Mana (di Vaghe Stelle), Max Casacci e Samuel (dei Subsonica), quest’ultimo in scena insieme a Barber Mouse, un trio di strumenti e di stili apparentemente inconciliabili. I generi musicali si mescolano, tra hip-hop e jazz, con Biga vs Tambo Meets Millelemmi, un gioco sonoro che Tempo Reale già pratica da molti anni e che collabora ora con Fabbrica Europa per realizzare, insieme a Evan Parker e Walter Prati, con “Pulse”. La musica elettronica ha il sopravvento, con Lucrecia Dalt, ingegnere-musicista alla ricerca di nuovi orizzonti. Ma sono presenti anche pianoforte (Christophe Chassol), chitarra (Marco Aime) e la voce italiana di Cristina Donà, alternate a una musica per noi etnica, quella di Bombino, dalla Nigeria, e all’immancabile digitale (i dj Actress e Seven Davis Jr).

_ 16. PETER BROOK _ Battlefield _ ©Simon AnnandNon finisce qui il ricchissimo programma di Fabbrica: vanno citati Cristina Caprioli, tra i protagonisti di questa edizione, autrice di “Notes on a pebble”, nome di un’istallazione e di un laboratorio, ma anche danzatrice nel già citato “DAN+Z”; Peter Brook con “Battlefield”, uno dei più grandi poemi epici del mondo, che andrà in scena alla Pergola; “4 Steps 4 Angel”, coreografia di Charlotte Zerbey e ispirato ai sonetti di Shakespeare. Per ultimi, “Il Minotauro. Viaggio di un eroe”, “Il teatro della tragicomica fine dell’umanità” e “Multilove//Sunshine”, orgogliose messinscene che si rifanno ai temi affrontati dal Festival e che avranno luogo rispettivamente al Teatro Studio di Scandicci, al Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino e a I Macelli di Certaldo; per ultimi, appunto, ma non per importanza, dato che rappresentano lo sguardo al futuro di Fabbrica Europa, l’embrione della sua diffusione in tutta la Toscana.

Foto: ©Nada Zgank, ©David Ruano, ©Simon Annand.

Benedetta Colasanti