Dal 7 maggio al 3 luglio una polifonia di voci artistiche animerà gli spazi teatrali fiorentini.

È stato presentato al Museo Novecento il programma della XXIIa edizione del Festival Fabbrica Europa che per questo 2015 promette «un’immersione in una moltitudine di universi creativi, fisici e culturali». Un appuntamento atteso, che coinvolge l’intera città e per quasi due mesi trasforma Firenze in una delle capitali della scena artistica contemporanea internazionale, europea e non solo. L’annuale rassegna permette infatti un proficuo confronto con realtà innovative e crea occasioni di riflessione e consapevolezza su un patrimonio storico e artistico collettivo. Due, in particolare, gli eventi al centro della XXIIa edizione: un focus sull’arte scenica coreutica di area asiatica affianca spettacoli/testimonianza dedicati all’Armenia e al genocidio di cui ricorre il triste centenario. E quest’anno torna anche la musica a Fabbrica Europa con una sezione appositamente curata da Maurizio Busìa.

3. Teatr Zar, Armin,SisterL’inaugurazione, il 7 maggio 2015 alle ore 18.00, è affidata al Teatr Zar di Wroclav (Cracovia) che propone alla Stazione Leopolda un concerto/spettacolo di canti tradizionali curdi e canti liturgici armeni. Nei giorni successivi la stessa compagnia teatrale presenta in prima nazionale “Armine, Sister”, una sorta di evocazione in cui gli spiriti dei defunti si rivolgono ai vivi perché il passato non venga dimenticato (8, 9, 10 maggio, Stazione Leopolda). Tra le proposte di teatro anche “KK/I’m a kommunist kid” dell’artista albanese Glen çaçi, sull’identità territoriale e culturale (15, 16 maggio, Teatro Cantiere Florida), e “The living room” del Wordcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, sulle potenzialità dell’arte dell’attore (12, 13, 14 giugno, Teatro Goldoni).

11. taglio 1 trio uominiSempre il 7 maggio (con replica l’8), ancora alla Stazione Leopolda, una prima europea apre la sezione del festival dedicata all’arte orientale: la Lee Hee-moon Company (Corea) presenta in prima europea “Zap”. Un’opera ibrida di teatro contemporaneo, danza, musica e tradizione che intende stimolare nello spettatore un nuovo approccio alla visione. E dopo il grande successo dello scorso anno, con “As if To Nothing”, torna il coreografo tibetano Sang Jijia che firma “PaǀEthos”, una nuova creazione assoluta per i danzatori della Paolo Grassi di Milano e per il Spellbound Contemporary Ballet di Roma (8, 9, 10 maggio, Teatro Era di Pontedera).

12.-KNCDC-Luisa-Cortesi-(KN-IT),-Mousing-Chiude il focus sull’arte asiatica una coproduzione con Opera di Firenze/Maggio Musicale Fiorentino: “Bul-Ssang”, coreografia della pluripremiata Aesoon Ahn interpretata dalla Korea National Contemporary Dance Company di Seoul. Considerata la miglior performance di danza contemporanea prodotta dalla Corea, essa combina arte del movimento e moderno orientalismo in una esplorazione delle tradizioni asiatiche e del loro conflitto con la modernità e l’Occidente (26, 27 giugno, Teatro Goldoni). La Compagnia coreana ha anche chiesto alla coreografa toscana Luisa Cortesi di creare una partitura per la danzatrice Cha Jin-yeob. Ne è nato “Mousing”, che sarà presentato in prima europea il 25 giugno al Teatro Cantiere Florida. A seguire la prima assoluta della pièce della stessa Cortesi: “On the other hand”.

1. Gruppo Nanou, Following. Strettamente confidenzialeIn parallelo il festival propone due percorsi di approfondimento sugli autori più significativi della danza italiana – Fabrizio Favale, Cani, Daniele Albanese, Cristina Rizzo, Giulio D’Anna, Luca Veggetti, Opus Ballet, Gruppo Naou – e sulle creazioni (tutte prime nazionali) di giovani coreografi internazionali – Aline Corrêa (Brasile), Malika Djardi (Francia), Claudia Catarzi (Italia), Son Hye-jeong (Corea), Company Siga (Corea), Moto Takahashi (Giappone), Frida Giulia Franceschini e Viktoria Andersson (Italia/Svezia), Piergiorgio Milano (Italia). In entrambi i percorsi si presentano degli esiti di innovative indagini sui linguaggi contemporanei del corpo. Ampio spazio è poi riservato a Cristina Caprioli, danzatrice italiana divenuta una delle protagoniste della scena contemporanea scandinava, che presenta due spettacoli in prima nazionale: “Trees”, istallazione interattiva/performance proposta in una versione pensata appositamente per gli spazi della Stazione Leopolda (7-17 maggio), e “Omkretz”, una riflessione su spazio e movimento affidata ai ballerini Philip Berlin e Ulrika Berg (14, 16 maggio, Stazione Leopolda).

_  BALLET PRELJOCAJ _ Empty Moves ©Jean-Claude CarbonnePer la musica è da segnalare “Empty moves (Part I, II & III)” di Angelin Preljocaj, tre pièce ispirate alle reazioni del pubblico durante la lettura fatta da John Cage al Teatro Lirico di Milano il 2 dicembre 1977 (14, 15 maggio Stazione Leopolda). In contemporanea le foto di Silvia Lelli e Roberto Masotti, scattate quello stesso 2 dicembre, ricostruiscono l’atmosfera di un evento passato alla storia come esempio di provocazione concettuale (12-17 maggio, Stazione Leopolda). Prima assoluta, poi, per “Epica Etica Etnica Pathos” che ripropone al pubblico l’ultimo disco dei CCCP (1990) riunendo quattro componenti storici del gruppo, Gianni Maroccolo, Massimo Zamboni, Francesco Magnelli, Giorgio Casali, le voci di Ginevra Di Marco e Angela Baraldi, e alcuni dei più interessanti musicisti e cantanti delle generazioni successive (16 maggio, Stazione Leopolda).

Il ricco programma, che prevede anche momenti di dibattito e riflessione è consultabile on line alla pagina: www.fabbricaeuropa.net.

Lorena Vallieri