Giancarlo Cauteruccio e giovani performers raccontano l’architettura di Brunelleschi nella Piazza della SS. Annunziata.

11, 12 e 13 ottobre e Piazza della SS. Annunziata di Firenze sono le date e il luogo in cui andrà in scena “Muovere un cielo pieno di Figure vive”, un’opera dedicata a Filippo Brunelleschi e realizzata, nell’ambito del progetto “Drammaturgia dello Spazio/per un teatro dei luoghi”, da Teatro Studio Krypton, con la direzione di Giancarlo Cauteruccio coadiuvato da Massimo Bevilacqua.

Si tratta di un ritorno alla SS. Annunziata dopo l’esperienza del progetto “Metamorfosi” che nel 1986 vide l’impegno di Cauteruccio nella stessa piazza fiorentina. Con il sostegno e il contributo di MiBACT, della Regione Toscana, del Comune di Firenze, della Città Metropolitana e della Fondazione Cr e realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, con l’Istituto degli Innocenti e con la Fondazione Maggio Musicale Fiorentino. Intervengono alla conferenza stampa, tenuta nella sala Cutuli di Palazzo Sacrati Strozzi, la Vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, il Capo Segreteria del Comune di Firenze Tommaso Sacchi, la Vicepresidente della Fondazione Cr Donatella Carmi Bartolozzi e il Direttore Generale dell’Istituto degli Innocenti Giovanni Palumbo, affiancati dal regista Cauteruccio.

«Sostenere un progetto di Giancarlo Cauteruccio è sempre una sfida e una follia, in senso positivo» afferma Monica Barni. Si tratta del coinvolgimento dei giovani e degli studenti, di un processo di collaborazione in cui si pone l’attenzione sui contenuti ma soprattutto sui fruitori. Si vuole raccontare il passato attraverso i linguaggi contemporanei. Da qui la scelta dei porticati brunelleschiani dell’Ospedale degli Innocenti, posti in una piazza, quella della SS. Annunziata, aperta alla città e oltre, grazie alla recente rinascita del Museo, alle attività dell’Estate Fiorentina e adesso all’intervento di Krypton. Anch’esso rinasce dopo anni di immobilità produttiva grazie al supporto dei sostenitori; e non c’è migliore rinascita se non attraverso le nuove generazioni, sia nella loro partecipazione artistica sia, e soprattutto, nella presa di coscienza di ciò che sono la realtà e la città. Si fa tesoro del luogo meraviglioso in cui l’architettura e la bellezza estetica dell’opera di Brunelleschi si integra con le funzioni sociali dell’Istituto e della piazza come luogo di aggregazione. Cauteruccio trae ispirazione da una lettera a «Filippo di Ser Brunellesco», della testimonianza del Vasari e della macchineria teatrale dell’architetto-scenografo, in particolare del marchingegno del volo dell’angelo, sperimentato per la prima volta nella chiesa di San Felice in Piazza e applicato poi ad altri spazi, inaugurando una tipologia spettacolare di lunga durata che raggiunge il massimo splendore nella spettacolarità barocca. Si spiega così il titolo “Muovere un cielo pieno di Figure vive”.

Gli scopi sono quelli di suscitare emozione, amicizia, attesa e curiosità attraverso il connubio arte-scienza, incarnato dalla figura di Brunelleschi; non ultimo quello di riunire le arti dello spettacolo. Preziosa al riguardo è l’azione di Andrea Mi, coordinatore delle azioni performative tramite la composizione di una colonna sonora originale per lo spettacolo, a cui prendono parte Fulvio e Giancarlo Cauteruccio con le voci fuori campo, Roberto Visconti, il coro delle voci bianche del Maggio Musicale Fiorentino diretto dal maestro Sara Matteucci, i partecipanti al laboratorio di movimento diretti da Margherita Landi, gli allievi di Barbara Nutini e Luca Lallai di Fiorentina Pattinaggio, Alessio Banciardi, Enzo Fascetto, Marcello Amore e Daniele Spisa, responsabili di elaborazione video, luci, audio e scenotecnica, infine gli studenti del laboratorio di Teatro/Architettura DIDA.

La seconda fase del progetto, “Krytenx”, avrà luogo al Tenax, da una parte un altro spazio noto al regista, dall’altra contesto in cui i giovani performers meglio si confronteranno col proprio linguaggio quotidiano, questa volta con la consapevolezza dell’importanza drammaturgica e sociale dei luoghi, soprattutto nel degrado civile del presente. Dal 6 al 23 novembre il Tenax sarà palcoscenico di tre rappresentazioni: “Lapercezionedelnero”, “Lavibrazionedelbianco” e “Lapressionedelrosso”. L’Annunziata e il Tenax sono due luoghi apparentemente incompatibili e tuttavia drammaturgicamente significativi. È uno sguardo verso il cosmo, quello di Brunelleschi, uno sguardo da emulare attraverso l’arte per comprendere gli equilibri della vita e la bellezza matematica dell’architettura.

Benedetta Colasanti