La rivisitazione del capolavoro di Boccaccio inaugura la stagione 2018/2019 del Teatro Metastasio di Prato.

Non p

oteva iniziare in modo migliore la stagione 2018/2019 del Teatro Metastasio di Prato. La decisione di affidare la serata inaugurale a uno spettacolo come “Decameron 2.0” dimostra coraggio, voglia di osare e capacità di guardare al futuro con l’occhio attento alla tradizione. Ma soprattutto di offrire al proprio pubblico un cartellone che affianca ai grandi nomi del teatro di tradizione titoli che chiamano in causa i più innovativi linguaggi dell’arte scenica. Così è per “Decameron 2.0”. La drammaturgia di Theodora Delavaul viene trasformata da Letizia Renzini in una sorta di spettacolo multimediale dove i video, i social e la musica sono dosati in perfetto equilibrio con il corpo vivo dell’attore che si esprime attraverso la parola ma, ancor più, attraverso il gesto, la danza, il movimento.

Gran

parte del merito è indubbiamente della regista. Video artista, musicista, dee-jay, cantante e performer, la Renzini vanta un passato da critico musicale e un presente come collaboratrice di istituzioni e compagnie straniere e italiane quali Romaeuropa Festival, Biennale di Venezia, Virgilio Sieni Danza e Societas Raffaello Sanzio. Ma va ricordata anche l’eccellente prova della giovane rivelazione della musica trap italiana Drone 126, che firma il brano “Muoviti, Amore, e vattene a Messeresu testo di Boccaccio. Mentre le altre musiche di accompagnamento sono creazioni originali del compositore Yannis Kyriakides e dal chitarrista Andy Moor, che muovono da materiali musicali filologici quali cacce, ballate e madrigali per costruire sonorità contemporanee .

Son

o però i giovani attori-danzatori Monica Piseddu, Monica Demuru, Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Lucrezia Palandri e Lore Binon, guidati dalla coreografa Marina Giovannini, a dare nuova, potente vita scenica ai personaggi di alcune delle novelle di Boccaccio. Guido Cavalcanti, Federigo degli Alberighi, Lisabetta da Messina sono narrati, cantati e riletti in video in una babele linguistica che unisce il latino, il volgare, l’italiano moderno e l’inglese creando una dimensione onirica dove passato e presente convivono senza soluzione di continuità.

La rilettura del grande classico della nostra tradizione diventa così l’occasione per un’acuta riflessione sul quotidiano, un potente medium per una molteplicità di simbologie che, occorre ammetterlo, non sono sempre di immediata decifrazione. Ma se non pochi spettatori, all’uscita dalla sala, hanno ammesso di non aver compreso fino in fondo alcuni passaggi dello spettacolo, tutti hanno concordato sulla potenza del suo linguaggio, della sua attualità. Un grande affresco della nostra contemporaneità collettiva dunque, dove sono stati affrontati temi come «il culto del sé, la tensione al successo, la dittatura dell’immagine nelle sue forme più feroci e quotidiane, la miseria del sentimento di prevaricazione e la paura del confronto umano, reale. La peste contemporanea si nasconde insidiosa nella paura stessa della vita, del mondo e dei suoi cambiamenti: il disprezzo come scudo, il cinismo e l’illusione delle scelte autonome, la protezione di ciò che crediamo di avere e l’equivoco della libertà come strumento di rivalsa, il paradosso che riduce tutti in schiavitù».

Prato – TEATRO METASTASIO, 25 ottobre 2018

Lorena Vallieri

DECAMERON 2.0. The Stories We Sell Ourselves In Order To Live / Le storie che ci raccontiamo per continuare a vivere – dal “Decamerone” di Giovanni Boccaccio.

Ideazione, regia, video Letizia Renzini; drammaturgia Theodora Delavault; coreografia Marina Giovannini; musiche, text film Yannis Kyriakides; collaborazione alle musiche Andy Moor. Realizzazione e produzione video Raffaele Cafarelli/Red-Fish; luci Moritz Zavan; costumi Boboutic. Produzione Teatro Metastasio di Prato con la collaborazione di Spoleto61 Festival dei 2Mondi.

Con Theodora Delavault, Marina Giovannini, Jari Boldrini, Maurizio Giunti, Lucrezia Palandri. Live electronics Yannis Kyriakides; chitarra elettrica, chitarra baritona Andy Moor; live camera Letizia Renzini; in video Lore Binon, Monica Piseddu, Monica Demuru. Produzione del brano Muoviti, Amore, e vattene a Messere su testo di Giovanni Boccaccio a cura di Drone 126.