Oggi ho avuto il grandissimo piacere di intervistare Fabio Stirlani, in arte Stirlo. Da qualche tempo a questa parte, Stirlo con i suoi video virali e i suoi sketch ha stregato gli utenti di TikTok e di Instagram diventando un vero e proprio fenomeno sui social. Scopriamo oggi un po’ di più sulla vita e sulla realtà di questo ragazzone romano alle prese con la popolarità.

Ciao Fabio, come mai la scelta del nick Stirlo?

Buonasera a tutti. È molto semplice, è un’abbreviazione del mio cognome Stirlani. Mi hanno sempre chiamato tutti così, a scuola, a calcio, ovunque. Praticamente Fabio lo usa solo mia madre!

Ti saresti immaginato un successo del genere a seguito dei tuoi sketch?

Assolutamente no. Mi sono iscritto a TikTok perché me l’ha consigliato un mio amico musicista (Edo Sparks). Mi disse è l’app ideale per te che hai tante idee divertenti, ma poco tempo per realizzarle.

Come ti è venuto in mente di registrare il primo video?

Dipende cosa intendi per “primo video”. Il primissimo video su TikTok è una scenetta che ho fatto al volo con mia figlia. Ma se intendi il primo video della serie “cosa c’è di meglio…” mi è venuto in mente a casa di mia madre: c’era un ceppo d’insalata ancora da lavare appena preso dall’orto di mio padre poggiato sul ripiano della cucina. L’ho preso e ho pensato: cosa c’è di meglio di un’insalata? Tutto!

Che tipo di persona sei?

Nel quotidiano sono un po’ diverso. Sono molto tranquillo. Credo di essere simpatico, ma in maniera normale, come tanti, non sono un mattatore come può sembrare invece dai video. Sono soltanto uno con tante idee.

Con chi ti piacerebbe collaborare un domani?

Ci sono tante persone che stimo nel mondo dello spettacolo. Il primo che mi viene in mente è Lillo Petrolo. Lo amo e lo seguo fin dai tempi del gruppo “Latte e i suoi derivati”.

Il tuo film e la tua canzone preferita.

Su film e sulla musica sono troppo Italiano, come direbbe Stanis La Rochelle in Boris (n.d.r. ride), quindi dico “Non ci resta che piangere” di Benigni e Troisi. E come canzone preferita ti indico “Cenerentola innamorata” di Marco Masini.

La gente ti ferma per strada quando ti riconosce?

Sì, prevalentemente i ragazzi. La cosa mi piace, ma al tempo stesso mi imbarazza. Mi ci devo ancora abituare.

Ora i social li vivi in maniera differente rispetto a prima?

Inevitabilmente ci passo più tempo. Mi piacerebbe rispondere a tutti e mettere almeno un like sotto a ogni commento, ma inizia a diventare molto difficile.

Se dovessi improvvisare un cosa c’è di meglio per salutarci cosa diresti?

Facile! Direi cosa c’è di meglio che essere intervistati da Valerio Molinaro? Tutto. Essere intervistati da Fabio Fazio. Da Selvaggia Lucarelli. Dal Gabibbo. Dal benzinaio. Infilzarsi la mano con una penna stilografica!

 

L’ironia è l’occhio sicuro che sa cogliere lo storto, l’assurdo, il vano dell’esistenza.

Soren Kierkegaard

 

Valerio Molinaro