IMAG0022NAPOLI Si è concluso sabato presso la Sala del Capitolo del suggestivo complesso di San Domenico Maggiore il convegno  “Connessioni mediterranee- Il patrimonio culturale e le arti contemporanee nei processi per l’integrazione dei popoli dell’area del Mediterraneo”promosso e organizzato dall’ associazione Città D’Arte e Cultura in collaborazione con il l Forum Universale delle Culture di Napoli e Campania.

Un evento  che ha permesso ad alcuni dei direttori dei musei d’arte contemporanea più all’avanguardia d’ Europa  di confrontarsi sul ruolo dei  centri museali, e che ha favorito la  promozione del dialogo interculturale, dell’integrazione sociale e della conoscenza.

“Il Mediterraneo” – ha  affermato  l’Assessore  comunale alla cultura  Gaetano Daniele  –“ si presenta purtroppo oggi come un triste palcoscenico di tragedie in cui le diversità diventano attriti e si trasformano in conflitti. Dovrebbe invece, trasformarsi in  un luogo in cui le differenze diventano luogo di incontro e di libero confronto. Napoli, per la sua storia e per le sua natura, si presenta  da sempre sito ideale per la libera propulsione alla creatività.” Intervista all’ Ass. Gaetano Daniele  –  Idea sostenuta anche dal commissario Forum Culture Daniele Pitteri,  che ha dichiarato “ il Mediterraneo come un mero luogo geografico che ha perso la capacità  di metabolizzare le diverse  influenze e che ritrova  nelle arti contemporanee un nuovo possibile motore di aggregazione.”

Con queste premesse, il convegno  ha evidenziato come  i musei di arte contemporanea possano contribuire a ridefinire il ruolo delle città e rigenerarne l’economia. Ciò è stato possibile attraverso l’analisi dell’ attuale condizione dei musei d’arte contemporanea  e  l’esperienza diretta dei direttori dei musei  di  Napoli, Bergamo, Marsiglia, Lubiana, Tirana, Malaga e Zagabria.

“In Italia, la quota di spesa pubblica destinata al settore dell’arte contemporanea”- ha affermato il professor Ludovico Solima , professore di Economia e Gestione degli enti culturali della Seconda Università di Napoli  –  “ è estremamente contenuta. I visitatori  hanno prevalentemente un’età  compresa tra i 15 e i 29 anni di cui  solo una minima parte formata da  stranieri , che spesso cercano nei nostri siti museali solo  l’arte antica.” Dati che attualmente risultano in contro tendenza per il determinato direttore del museo MADRE  di Napoli Andrea Villiani , che registra presso il suo museo un pubblico prevalentemente straniero. Diversa è invece la situazione all’ estero, come nel caso del  National Geografic Museum  di Tirana dove la maggior parte del pubblico è autoctono .   “In tema di “connessioni”,- ha affermato   Solima – “la circolazione dell’arte contemporanea nutre scambi culturali e trasforma le differenze in pretesto di confronto e avvicinamento. Oltre la retorica dell’ effetto Bilbao, occorre favorire un sistema integrato di promozione e diffusione delle arti.”Artan Shabani Direttore del National Gallery di Tirana.

Interessante sintesi alla kermesse è stata  presentata da Ledo Prato segretario generale Cidac, l’Associazione delle Città d’Arte e Cultura che riunisce numerose città italiane allo scopo di offrire una sede di confronto e approfondimento delle problematiche comuni. Ledo Prato  “Nel sistema europeo come in quelli del Mediterraneo- afferma il Ledo Prato-  i musei di arte contemporanea hanno aiutato le città a rigenerarsi. Un esempio è Bilbao. Le politiche di sostegno all’arte contemporanea hanno contribuito al riposizionamento delle città sulla scena internazionale. Resta la debolezza dei musei di arte contemporanea che non dipende tanto dalla scarsa partecipazione del pubblico, quanto dalla capacità attrattiva  dei musei di arte antica che conservano capolavori di inestimabile valore storico. Inoltre l’arte contemporanea non gode della stessa attenzione nell’ambito delle politiche di spesa pubblica. A questo proposito mi auguro che questo convegno si trasformi in un annuale appuntamento a Napoli con i più importanti musei e attori della scena dell’arte contemporanea perché’ questa città riconquisti una centralità nel Mediterraneo.”

Nel corso della mattinata è intervenuto Luigi De Magistris che ha sottolineato la vocazione di Napoli all’accoglienza e alle diversità’, alla contaminazione e all’inclusione. L’arte contemporanea puo’ essere un grande momento di incontro. Le differenze, per Napoli, sono da sempre fonte di ricchezza.

 

Simona Schiavone