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L’idea è geniale: una contessa lombarda in bassa fortuna si vende il proprio loculo al cimitero in attesa di andarlo ad abitare in via definitiva allo scoccare dell’ora fatale. Clienti possibili: i pendolari gravitanti su Milano, distrutti dalle inefficienze assortite di vie ferrate e d’asfalto. Lo spunto, divertentissimo, da il via al bel libro di Antonio Spinaci, “Comodo, silenzioso, vicinanze metrò”, edito dalla veronese Betelgeuse, spiritoso fin dal titolo. Anche se l’annuncio, apparso sul giornale Metroquadro, è un errore marchiano di un redattore, si scatena una imprevedibile corsa all’acquisto, e di conseguenza alla proposta di vendita da parte degli altri proprietari di loculi. Follia? Chissà. Il campo del verosimile ammette parecchie possibilità, e Spinaci lo sa. La sua scrittura corre rapida e sapida, il surreale s’intravede appena, nascosto tra le pieghe di un quotidiano in cui chiunque può ritrovare le proprie nevrosi. La storia è potente e suggestiva, ma non si siede su sé stessa. Gli sviluppi, che non anticipiamo, le fanno prendere strade impreviste. Protagonista assoluto del libro: lo spirito di adattamento, a torto ritenuto caratteristica prettamente partenopea. L’Italia allo sbando non ha più confini.

Antonio Mocciola, 12-02-2014