Un viaggio insolito alla Villa Poggio San Felice per festeggiare i 450 anni dalla nascita di Galileo Galilei insieme ad Alessandro Riccio.

galileo1Dal 1633 fino alla sua morte Galileo Galilei fu costretto a ritirarsi nella sua casa a Pian dei Giullari, proprio accanto al convento dove risiedeva la figlia Suor Maria Celeste: trascorse nel dolore e nell’amarezza gli ultimi anni della sua vita, tormentato dal processo e afflitto per la condanna subita. Ma questa è un’altra storia. A Villa Poggio San Felice va in scena “Come Galileo” per la regia di Alessandro Riccio, una «strana cosa itinerante»,  un modo personalissimo per ricordare lo scienziato in occasione dei 450 anni dalla sua nascita.

galileo2Tra errori sgraziati e comici colpi di scena la signora Maria Olimpia (Alessandro Riccio) accompagna gli spettatori in una visita guidata alla villa raccontando di Galileo Galilei e degli ultimi anni vissuti ad Arcetri; per rievocare il momento storico seguono alcuni intermezzi teatrali con scene in costume a cui si alternano intrusioni impreviste di altri personaggi (degna di nota Piera Dabizzi a cui si affiancano Anna Serena, Gregory Eve, Iacopo Paradisi). La visita “interattiva”, però, non procede in maniera tanto liscia, nonostante Giordano (Lorenzo Baglioni), un ragazzetto timido e insicuro, si mostri entusiasta di imparare dalla donna e volenteroso nell’aiutarla in questo suo progetto “culturale”.

photo.phpLa creatività e l’ironia di Riccio sono ingegnose laddove il regista riesce a ricreare situazioni esilaranti proprio perché assolutamente corrispondenti alla realtà di tutti i giorni. Ancora una volta si prende gioco in maniera originale di quei professionisti improvvisati, spesso ciarlatani che svolgono un lavoro per cui non hanno neanche una qualifica (ricordiamo l’ironico sberleffo ai critici teatrali in “C’è del buono in Stenterello”). Un’approssimazione di cui nel nostro paese, purtroppo, facciamo esperienza quotidianamente. Stavolta però la denuncia all’Italia, così pressapochista e truffaldina, va oltre la satira per assumere una dimensione comica che stupisce continuamente il pubblico: l’effetto sorpresa, infatti, risulta vincente e coinvolge gli spettatori al punto da renderli “complici” degli attori stessi in uno scambio di ruoli a tratti inconsapevole. Il conoscitore esperto di Galilei non può che uscire divertito da questa rappresentazione, chiamato a riconoscere il vero dal falso come in un gioco a quiz.

galileo3Rilevante il lavoro degli attori che rende lo spettacolo gradevole e intrigante. Riccio conferma le sue innegabili doti nel recitare travestito (come in Stenterello e in “La meccanica dell’amore”) dimostrando di volersi sempre sperimentare, e stavolta interpreta un ruolo en travesti in modo naturale e delicato; è magistrale, inoltre, nel confondere gli avventori con le sue chiacchiere conducendoli da una parte all’altra dell’affascinante giardino. Più che meritevole anche Lorenzo Baglioni, dai tempi comici perfetti (puntuale nel dar luogo a silenzi imbarazzanti e nel gestire le pause), nei panni di un giovane disadattato a cui il pubblico finisce per affezionarsi perché se da un lato il suo essere impacciato fa sorridere, dall’altro suscita tanta tenerezza. Non sono da meno gli altri interpreti, affiatati e brillanti.

10492238_10203435060230941_7880710020395906974_nUna serata piacevolissima in un posto incantevole sulle colline di Arcetri, ascoltando la storia di Galileo Galilei come nessun altro l’ha mai raccontata: occasione per potersi fare tante tante risate come raramente accade. E se indiscusso parametro di giudizio in teatro è il pubblico il tutto esaurito per un mese di rappresentazioni rende onore al lavoro di Riccio e compagnia.

FIRENZE – Villa Poggio San Felice, 26 giugno 2014

Mariagiovanna Grifi

COME GALILEORegia: Alessandro Riccio; scene: Villa Poggio San Felice; musiche: Lorenzo e Michele Baglioni; interpreti: Alessandro Riccio, Lorenzo Baglioni, Piera Dabizzi, Anna Serena, Gregory Eve, Iacopo Paradisi.