Al Florence Dance Festival, lo spettacolo del Balletto Teatro di Torino sull’uomo vulnerabile ai propri sentimenti.

Tensione, paura, fiducia, affetto. Questi sentimenti sono tradotti in danza nello spettacolo “COPHinLOVE”, lo spettacolo realizzato dal Balletto Teatro di Torino e presentato in occasione del Florence Dance Festival al Museo Nazionale del Bargello. In tutto quattro momenti coreografici fatti di prossimità di corpi che talvolta non arrivano nemmeno a sfiorarsi, di vicinanze che invece si trasformano in legami, intese che diventano alleanze dopo lo scontro.

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“Do you?” è la prima delle quattro coreografie; un duo realizzato da Marco De Alteriis sulle musiche di Frederic Chopin. C’è un dialogo con il luogo della rappresentazione: i danzatori interagiscono con la danza, con un “dentro e fuori” del palcoscenico per raccontare un rapporto ora conflittuale, ora in accordo tra due ragazzi. Lo spettacolo continua con “Aliento del alma”: passi a due e momenti d’insieme continuano a raccontare i sentimenti che si condividono ma che si maturano nella parte più profonda di sé, l’anima. I movimenti sono morbidi anche se linee delle braccia e dei piedi spesso sono spezzate, ma questo non cambia l’armonia di un tutto che sembra andare, costantemente, in sintonia con quella musica barocca. Il dialogo tra corpi si realizza nella penombra di giochi di luce che cercano di ricreare l’atmosfera di un luogo intimo, protetto, “incontaminabile”. Il palcoscenico è come una stanza chiusa a chiave in cui si consumano storie d’amore, litigi e nuove rese. I giochi di sguardi sono evidenti, fondamentali alla costruzione coreografica: spesso i danzatori stanno fermi e si guardano solamente, si seguono, si osservano. Si tratta di una serie di passi a due in cui la danza sottolinea anche i singoli percorsi di ognuno, in cui l’altro è necessario e non-necessario al tempo stesso. I contrasti infatti sono alla base dell’intero spettacolo: luce e penombre, soli e insieme, carezze che diventano urti, coreografie delicate in corpi pesanti e che fanno rumore.

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Il terzo momento è “Fragile”, un duo di corpi “in nudo” in cui la ballerina indossa le scarpe da punta. Sulle musiche di Gavin Bryars – Sub Rosa, Itzik Galili costruisce questo pezzo di «potente, struggente esplorazione dei punti di forza e paura» in cui la donna si innalza alla figura di guida per l’uomo perso tra le sue insite frustrazioni e incertezze. È lui infatti a manovrarla come un manichino, ma poi cede e l’abbraccia, la stringe a sé come terrorizzato da un suo possibile abbandono. L’ultimo pezzo, e sicuramente anche quello più consistente, è “CHOPinLOVE” che coinvolge l’intero corpus di danzatori, cinque in tutto. Il rosso è il colore del corpetto e dei pantaloni che indossano e rosse sono le rose appoggiate sul proscenio, lanciate da una danzatrice nella solennità della musica. I brani del compositore e pianista polacco fanno da sfondo a questa coreografia fatta di reciprocità e legami che cambiano continuamente. La danza costruita con e per i corpi che vogliono liberarsi da se stessi, da quella copertura che è la pelle e per questo tremano, si agitano, non riescono a fermarsi se non con l’intervento di un altro. Molto suggestivo è il momento in cui sembrano rendersi conto che a guardarli c’è un pubblico, ci sono centinaia di occhi indiscreti e che quell’intimità di prima non era che un’illusione, la più amara.

Uno spettacolo che riesce a legare in sé i diversi pezzi che propone perché alla base c’è un unico tema che li accomuna: il corpo che percepisce, sente ma soprattutto vive i sentimenti che si generano dalla presenza dell’altro. Il problema è però che questo tipo di sensazioni restano anche dopo, anche quando l’altra persona non è più – o non ancora – presente fisicamente e allora ognuno deve lottare o riflettere da solo su queste condizioni dalle quali spesso non riesce a uscire autonomamente. Di questo si parla in “CHOPinLOVE”, di tensione, paura, di fiducia, anche dello stesso amore. Uno spettacolo di massima cura per ogni dettaglio e che, delicatamente, sorprende per i significati – o le possibili risposte – che riesce a tradurre in danza.

Firenze – MUSEO NAZIONALE DEL BARGELLO, 21 luglio 2016

Laura Sciortino

DO YOU?Coreografie: Marco De Alteriis; Musiche Frederic Chopin;

ALIENTO DE ALMA Coreografia e costumi: Marco De Alteriis; Musiche: La Folia, 1490 – 1701 Martin Y Coll: Differencias Sobre Las Folias;

FRAGILE – Coreografia: Itzik Galili; Artistic Executive: Elisabeth Gibat; Musiche: Gavin Bryars – Sub Rosa.

CHOPinLove Coreografia: Marco De Alteriis; Musiche: Frederic Chopin.