La Nuova Compagnia di Prosa Città di Firenze in scena con la pièce teatrale di Alan Ayckbourn, per la regia di Cristina Trapani.

Dopo la seconda settimana di repliche al nuovo Teatro Reims di Firenze, è andata in scena domenica 15 novembre l’ultima rappresentazione di “Camere da letto”, con la Nuova Compagnia di Prosa Città di Firenze e la regia di Cristina Trapani. Tratta da uno dei maggiori rappresentanti della drammaturgia contemporanea inglese, Alan Ayckbourn, i due atti della storia si svolgono in uno spazio prevalentemente notturno, che ritrae tre camere da letto appunto, tre case animate dalle vicende di tre coppie molto diverse tra loro, che hanno in comune le sorti di un quarto binomio coniugale, bizzarro nella sua natura e tutto da scoprire. Un’attenzione riposta alle vicissitudini familiari, dove i battibecchi relazionali e gli scompensi matrimoniali scavalcano di continuo la labile soglia tra reale e surreale.

La commedia si apre su un primo boudoir, dove la coppia più anziana formata da Delia e Ernest, si prepara ad uscire per una cena del sabato sera. Come loro anche la seconda accoppiata, composta da Malcom e Kate, si appresta a cambiarsi per ricevere degli ospiti in arrivo al party organizzato per inaugurare la loro nuova dimora. Sono stati invitati alla festa, oltre ad altri amici, quattro freschi sposi, Jan e Nick e Susanna e Trevor (gli unici coniugi di cui non si vedrà mai la camera da letto). A causa di un improvviso malore alla schiena, che tiene Nick inchiodato a letto come ‹‹un invalido in preda a dolore lancinante››, Jan, ex ragazza di Trevor in passato, decide di accettare ugualmente l’invito a cena e, dopo una spiacevole lite tra Susanna e suo marito, viene sorpresa in flagrante a sbaciucchiarsi con quest’ultimo. Il ritorno di fiamma getta l’insicura Susanna nello sconforto, al punto di decidere di recarsi a casa di Delia e Ernest, genitori dell’indomito Trevor. Qui finisce per condividere il letto con sua suocera, la quale vedendo sua nuora angosciata per l’accaduto, costringe suo marito ad accontentarsi della camera di riserva: ‹‹il letto è ora loro e non si scende più››. Nel mentre Trevor, sconvolto nell’aver realizzato l’inconveniente, decide di porre rimedio al guaio con Jan, andando a casa sua e di Nick. Tutta la farsa, come nella versione originale del 1875 di Ayckbourn, si sgroviglia in una sola notte, stravolgendo ogni possibile equilibrio che, forse, solo alla fine di una lunga serata verrà risolto.

Anche nel riadattamento di Cristina Trapani si fa presto a scorgere il tema dominante dello spettacolo: l’apparente stabilità tra mariti e mogli, un bilanciamento precario che corre incerto sul filo del rasoio, oggi saldo, domani tentennante. Una rivisitazione divertente e spassosa, più nel secondo atto che nel primo, che ripercorre in maniera onesta e veritiera lo strano mondo matrimoniale. Anche il cast, composto da otto attori in scena, si rivela ben amalgamato, tutti bravi esecutori dei tic nevrotici tipici della società borghese della commedia. In particolare l’inarrestabile Gianluca Pacini nel ruolo strampalato di Trevor e l’infermo Nick, ironicamente interpretato da Gabriele Scollo. Un’opera buffa e leggera insomma, capace però di lasciare spunti di lettura attuali e stimolanti.

Firenze – TEATRO REIMS, 15 novembre 2015

Mara Marchi

CAMERE DA LETTO Regia: Cristina Trapani; Aiuto Regia: Leonardo Cammunci; Progetto scenico: Stefano Innocenti; Realizzazione scenica: Alessandro Cappellini, Filippo Innocenti; Luci: Alessandro Krausz; Direzione di scena e fonica: Vittoria Giovannetti, Martina Treccioni; Interpreti: Alessandro Dell’Anno, Rosanna Susini, Gabriele Scollo, Betty Franchini, Betty Nava, Luciano Nardini, Gianluca Pacini, Titta Pàpani.