bronzi di riace

L’ allievo di Andy Warhol, il fotografo Gerald Bruneau, immortala i Bronzi di Riace in pose kitsch, ed è subito diatriba.

Nell’agosto del 1972, il fondale del mare Ionio, restituì alla luce dopo circa 2000 anni, due splendori scultorei tra i più rilevanti dell’arte greca: i Bronzi di Riace. Testimoni diretti della maestria dei grandi scultori dell’ età classica, le statue raffigurano due guerrieri, i cui corpi in bronzo, sono minuziosamente incisi nei particolari. Lo scorso inverno, però, la loro virilità è stata lesa dal fotografo americano Gerald Bruneau, che li ha fotografati in pose oscene, vestendoli di tutto punto con tanga leopardato, velo da sposa e boa color fucsia. Gli scatti, che sembrerebbero non siano stati autorizzati dalla Soprintendenza dei beni archeologici della Calabria da cui dipende il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, sono stati pubblicati per la prima volta dal celebre sito Dagospia.it, urtando immediatamente l’orgoglioso fanatismo degli intellettuali più autentici. La vicenda va fatta risalire allo scorso mese di febbraio, quando, la Regione, intenta a promuoverli all’estero dispose un’ incontro tra i vari fotografi internazionali, tra i quali Bruneau, che oltretutto, non è estraneo a tali scandali. Anni addietro, ad esempio, ebbe e mise in pratica l’estrosa idea di avvolgere in uno sfavillante tulle rosso la Paolina Borghese, in vetrina nella Galleria Borghese a Roma. Si vocifera, inoltre, che il vero scopo di questo avvenimento poco limpido e soprattutto non molto gradito, sia scaturito dal rifiuto di un eventuale trasferimento dei guerrieri in occasione dell’Expo a Milano, polemica che prende forma tutte le volte in cui si ipotizza il loro spostamento in altri musei. Ma la negazione a ciò, non è altro che la conseguenza della consapevole fragilità meccanica e chimico-fisica della struttura dei Bronzi e dei rischi a cui sarebbero sottoposti in caso di rimozione: la sala che attualmente li ospita, è appositamente fornita di un clima perfettamente collaudato per l’umidità e la temperatura, ed è dotata di un filtraggio dei visitatori per evitare di danneggiare la materia prima con la quale sono stati realizzati.

 

 Fabiana Laganà