Tornano per una serata speciale i Blue Stuff, nella formazione originale degli anni d’oro: Mario Insenga (vove e batteria), Enzo Caponetto (chitarra e slide), Gennaro Pasquariello (basso), Renato Federico (tastiere) e Guido Migliaro (chitarra e armonica a bocca).

L’attesissima reunion, che avverrà al teatro Bolivar sabato 27 febbraio, nasce da un’idea di Valerio Ravel, esperto di acustica. Dopo oltre vent’anni di silenzio, risuoneranno le hits che hanno fatto la storia della band.

I Blue Stuff nascono a Napoli nel 1982, dall’iniziativa del cantante e batterista Mario “Blue Train” Insenga, già animatore di un precedente progetto musicale, i Blue Box.

Lo stile della band si ispira al blues classico della scuola di Chicago; per i primi anni l’attività si svolge quasi esclusivamente dal vivo, con concerti in tutta Italia.

Il debutto discografico avviene nel 1990 con Chicago Bound, seguito da un disco dal vivo.

Sul finire del 1991 nasce la collaborazione con Joe Sarnataro, ovvero l’alter ego blues di Edoardo Bennato, che rimane colpito dalla viscerale energia compositiva ed esecutiva del gruppo.

Nel 1992 la collaborazione si concretizza nel disco È asciuto pazzo ‘o padrone, colonna sonora del musical Joe e suo nonno[1][2], incentrato sui mali di Napoli. La collaborazione prosegue per i due anni successivi, con tournée che toccano Svizzera[3], Austria e Germania, fino a quando il “gioco di finzione” di Joe Sarnataro non ha fine. Nello stesso anno la band ha l’onore di essere invitata a suonare , con Sarnataro, al Montreaux Jazz Festival. Hanno poi interpretatato se stessi nel film musical “Joe e suo nonno” che ha visto la partecipazione di Renzo Arbore, Lino Banfi, Peppe Lanzetta e altri attori napoletani.

Poi i Blue Stuff continuano per la loro strada, fatta sempre di blues, che li ha portati nel 1994 a pubblicare L’acqua è poca’ per la Sony Music (in cui nel brano omonimo canta anche Bennato).

PREZZO DEL BIGLIETTO 10 EURO