La giocoleria, il disegno, la clownerie e gli equilibrismi di un chapliniano dandy “in rosso”. Al Moderno di Agliana, lo spettacolo di Edoardo Nardin.

Il palcoscenico è un po’ come il foglio bianco che aspetta di essere ricoperto, imbottito e farcito di contenuti. L’attore, quindi, può essere accostato al pennarello per mezzo del quale un pensiero può definirsi diventando fruibile grazie alla sua trasposizione in “materia”. Tanto il disegno quanto la messa in scena consentono allo spettatore di cogliere le attitudini di chi mette in atto questo autentico processo creativo, quindi di coglierne l’unicità di ciò che sta guardando, ovvero il punto finale di un percorso che, dall’ idea, arriva alla sua definizione finale. Il disegnare e il fare teatro, se presi da questo punto di vista, possono essere due evoluzioni dello stesso concetto: quello di dare una forma a un modello cui manca il corpo, il colore, l’identità. Entrambi, poi, prevedono una condivisione, vale a dire qualcuno che esegue e chi, invece, assiste all’esperienza o, addirittura, ne diventa letteralmente parte.

Un dovuto preambolo che serve a introdurre il lavoro di Edoardo Nardin che, fuori da ogni dubbio, si inserisce in questo ragionamento. E ci rientra perché questi aspetti, lui, in “Barba Fantasy Show” ce li mette proprio tutti. La messa in scena va identificarsi con il foglio bianco su cui tutto può prendere forma. Il teatro, come il pennarello colorato, diventa lo “strumento” attraverso cui rappresentare qualcosa che segue il filo di un pensiero, guidato da delle logiche precise ma che si lascia ispirare solo dal momento in cui avviene. Al Moderno di Agliana è andato in scena uno spettacolo che ha messo insieme le tante capacità dell’eclettico protagonista il quale, «a servizio della fantasia», sperimenta l’arte della giocoleria, del disegno, le clownerie e gli equilibrismi.
Calzettoni a righe e paglietta in testa, Nardin è un estroso dandy in rosso, scelta di colore che rispecchia anche questo temperamento energico col quale riesce a gestire, da solo, i sempre nuovi giochi da palcoscenico. Abbiamo davanti molte immagini e poche parole, se non quelle di una colonna sonora delicatamente swing, qualcosa che non fa solo da sfondo alla rappresentazione ma ne diventa parte integrante, di completamento allo spettacolo stesso. Grazie anche alle scelte musicali, infatti, lo spettacolo-show ricorda un po’ i film delle origini, in cui non era tanto importante la narrazione di una storia, ma la capacità di stupire e attrarre lo spettatore invitato a mettere l’occhio nel «Cinematografo».

Una combinazione di “inquadrature” alla Lumière, in cui sono molteplici i punti in cui può concentrarsi l’attenzione (ci sono delle valigie, un cavalletto da pittura su cui poggiano fogli e un manichino in legno, una grande palla bianca) e l’illusionismo alla Méliès per mettere in scena “trasformazioni” e «fantasmagorie». Con Nardin abbiamo davanti l’attore dalle buone maniere che invita il pubblico a salire sul palco per mandare avanti uno show che costruisce in itinere. Gag e lazzi sono gestiti dall’umorismo genuino di un comico “alla Charlot” che al posto dei baffetti, sfoggia la sua prorompente barba. A differenza del personaggio interpretato da Chaplin, Nardin non è “vittima” del contesto in cui agisce, ma è colui che guida il timone delle situazioni in cui conduce lo spettatore. Usa l’astuzia come una strizzata d’occhio per ottenere ciò che vuole, rendendo così il pubblico complice di un gioco in cui tutti, grandi e piccini, sono invitati a partecipare.
“Barba Fantasy Show” è uno spettacolo originale che riesce a condensare la versatilità di chi rende il palco un luogo di esperienze e non lo sterile “contenitore” di una mera «messa in scena».

Agliana -TEATRO MODERNO, 9 aprile 2017

Laura Sciortino

BARBA FANTASY SHOW – varietà comico; di e con: Edoardo Nardin