Il coreografo Fredy Franzutti propone un’interessante rivisitazione del famoso falso d’autore.

Fredy Franzutti e la sua compagnia Balletto del Sud propongono a La Versiliana Festival la propria interpretazione dei “Carmina Burana”. Per la seconda volta sul palcoscenico della pineta versiliese, tra danza classica e contemporanea, il coreografo diventa esteta, creatore di un’opera a tutto tondo, che supera la disciplina della danza e sfrutta altre arti per arricchirsi, per colpire il pubblico, per stimolare in lui una grande curiosità intellettuale.

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Già conosciuta per la messinscena di “Shéhérazade”, con la preziosissima collaborazione di Carla Fracci, la compagnia Balletto del Sud si cimenta in una riscoperta dei “Carmina Burana”, piccoli componimenti di origine medievale, conservati avidamente dai monaci Benedettini e riportati in luce nel primo ‘900. La musica che li accompagnava quando furono composti andò perduta nel tempo e Carl Orff, nel 1937, ispirato da quei versi marchiati, per lungo tempo, d’infamia, compose quel falso d’autore che oggi noi tutti conosciamo e che ha, di gran lunga, superato, nella fama, quei versetti medievali che magari stimolano la nostra curiosità ma che non sono studiati tra i grandi classici della letteratura. La musica, si sa, è sempre ispirata da qualcosa, sia questo qualcosa un sentimento, un’impressione visiva o uditiva, un oggetto, insomma, materiale o immateriale: questo il punto di vista del compositore; da parte del fruitore, l’ascolto di un’opera musicale, qualunque sia la sua origine, può stimolare emozioni e visioni anche diversissime da quelle ispiratrici. Così il Führer, Adolf Hitler, che negli anni ’30 del Novecento era al potere, ascoltando la dirompente composizione di Carl Orff (inizialmente per coro, pianoforte e percussioni), ne rimase così colpito da commissionarne l’orchestrazione; le allusioni al sesso, alla libertà e alla sfrenatezza, presenti nel testo originario e ispiratori di quella musica, passarono nuovamente nell’ombra nonostante la musica di Orff divenne una delle più famose nel periodo nazista: l’irruenza, l’aggressività, le forti pulsioni generate dai nuovi “Carmina Burana”, ne facevano una sorta di manifesto politico, in cui Hitler rivedeva i dettami del proprio regime.

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Fredy Franzutti dimostra, ancora una volta, di non fermarsi mai alla mera coreografia; prima dello spettacolo, spiega confidenzialmente al pubblico, spunti, stimoli, caratteri interpretativi che hanno portato alla nascita della propria coreografia. La compagnia, cimentandosi in una danza che unisce il rigore classico a un carattere squisitamente contemporaneo, in cui la compostezza e i passi, precisamente codificati e scanditi, lasciano spazio all’esplosione emotiva che ben si adatta alla musica. Scenografie, questa volta, essenziali, composte esclusivamente da qualche baule in cui sono riposti abiti: alcuni ballerini/e si cambiano in scena. Emergono bene i temi: scherzo, vivacità, sessualità, amore libero, senza regole, in un’aria di adolescenza e giovinezza che apparteneva a un gruppo di giovani del ‘200, riluttanti dei valori morali a loro imposti, e che sembra non essere mai cambiata attraverso i secoli. I costumi sono belli e curati nel dettaglio: i diversi cambi d’abito, pezzi coreografici brevi ma brillanti, alternati freneticamente l’uno all’altro, rendono la performance vitale e significativa. Le doti dei ballerini della compagnia emergono con rilevanza in questa proposta di danza contemporanea; ma la perfezione tecnica non basta: ciò che rende l’opera apprezzabile è anche l’espressività, la trasmissione di emozioni e di messaggi, che non è mai scontata. L’opera del coreografo-regista Franzutti raggiunge gli obiettivi posti, stimolando, per una seconda volta, il pubblico de La Versiliana Festival.

Marina di Pietrasanta – TEATRO GRANDE LA VERSILIANA, 17 agosto 2016.

Benedetta Colasanti

CARMINA BURANA – Coreografia: Fredy Franzutti; musica: Carl Orff; soggetto: Carmina Burana; produzione: Balletto del Sud; interpreti: Nuria Salado Fustè, Alessandro De Ceglia, Martina Minniti, Stefano Sacco, Federica Resta, Francesca Bruno, Alexander Yakovlev, Lucio Mautone, Francesca Raule, Ciro Iorio, Beatrice Bartolomei, Alice Leoncini, Luca Rimolo, Daniel Agudo Gallardo.