Al cinema Astra di Napoli si è conclusa la rassegna cinematografica Astradoc organizzata da Arci Movie, Parallelo 41 Produzioni, Coinor e Università degli Studi di Napoli Federico II, con la proiezione del film “Bagnoli Jungle” diretto dal regista napoletano Antonio Capuano e interpretato da Antonio Casagrande, Luigi Attrice, Marco Grieco, Olena Kravtskova, Sarahnaomi Attanasio, Angela Pagano e Gea Martire. Il regista e gli attori presenti in sala per l’ultima proiezione della rassegna.

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Bagnoli jungle

Un film d’autore diretto con maestria ed esperienza. “Bagnoli Jungle” è stato presentato al Festival del Cinema di Venezia durante la Settimana della critica ed ha ricevuto una calorosa standing ovation dal pubblico presente in sala. L’opera è stata realizzata con costi produttivi ridotti ma con un grande aiuto popolare da parte dei cittadini coinvolti. Il film racconta di quella “steppa avvelenata” che è diventata ora Bagnoli, quartiere di Napoli abbandonato a se stesso, famoso per aver ospitato uno degli insediamenti industriali più importanti del mezzogiorno, l’acciaieria dell’llva, ex Italsider, dismessa dagli anni ’90. Ed è proprio questo uno dei temi principali dell’opera cinematografica di Capuano, che ripercorre attraverso le storie di tre personaggi: Giggino, uomo di mezza età, sempre in corsa per il quartiere, poeta nei ristoranti e ladro di strada; suo padre Antonio pensionato dell’Italsider e nostalgico di quest’ultima è un appassionato e un divulgatore delle gesta di Maradona (di cui conserva gelosamente la maglia); infine Marco, garzone di salumeria, ha 18 anni e rincorre un futuro incerto. Tre personaggi appartenenti a tre generazioni diverse che si incrociano l’uno con l’altro. Essi vivono tra la realtà e la fantasia, vivendo situazioni surreali come se fossero parte della quotidianità. “Ognuno di noi ha dentro di se la sua stanza proibita – spiega il regista – e in Bagnoli Jungle questa stanza proibita diventa reale. Così reale che il limite tra sogno e realtà è quasi inesistente”.

Capuano porta sul grande schermo un film difficile da arginare per la sua forte intensità. Nessun napoletano riuscirebbe a vedere quest’opera senza immedesimarsi nelle situazioni immaginarie, eppure così reali, in cui si trovano i protagonisti. La questione di Bagnoli è nel cuore di ogni cittadino da vent’anni ormai; un deficit ambientale ed economico enorme per la città di Napoli. Non si può restare impassibili dinanzi all’operato del regista capace di portare sullo schermo l’afflizione e il desiderio di ribalta degli abitanti di questo quartiere (e non solo). “Bagnoli Jungle” merita applausi, Bagnoli merita, invece, un degno futuro.

Jean Daniel Patierno