Il musical di Richard O’Brien nella tappa italiana al Mandela Forum di Firenze con Bisio.

Nell’ambito della XX stagione del Teatro Verdi di Firenze, il grande ritorno dell’intramontabile cult “Richard O’Brien’s Rocky Horror Show”, in tournée europea con la regia di Sam Buntrock. Tra le tappe, il Nelson Mandela Forum; nel ruolo di narratore, Claudio Bisio.

Con la sovrintendenza del creatore Richard O’Brien, il re dei musical sorprende ancora una volta. Promotion Gmb, uno fra i maggiori centri di produzione dello spettacolo dal vivo in Europa, in collaborazione con Rocky Horror Company Ltd, Marciano Iniziative e Virgin Radio, propone il famoso “The Rocky Horror Show”. La storia coinvolge Brad e Janet in un’avventura colorata, stravagante, perturbante, divertente e attraente, così come il genere cui si ispirano le colonne sonore: il rock’n’roll. La giovane coppia, mentre si reca a far visita al Dr. Everett Scott, rimane bloccata in mezzo a un temporale; costretti a cercare un telefono, Brad e Janet bussano alla porta di un grottesco castello scoprendo strani personaggi tra il fiabesco e l’ultraterreno: Riff Raff e la sorella magenta, interpretati da Stuart Matthew Price e Anna Lidman in modo ineccepibile, sia nella caratterizzazione, sia nei costumi, sia nel canto; Gary Tushaw nei panni di Frank N. Furter, uno scienziato pazzo, travestito e bisessuale, proveniente da “Transexual, Transylvania”. Il mistero si infittisce, le stranezze, la ricerca del sesso e la dissacrazione sembrano prevalere sulle pulite coscienze dei due giovani, che scoprono di essere finiti tra un gruppo di alieni alla ricerca di rapporti sessuali terreni con l’obiettivo di creare un essere nuovo e perfetto, metà uomo e metà alieno: Rocky Horror.

Alieni, sesso, perbenismo e rock’n’roll: sono temi che Richard O’Brien e Jum Sherman non sono stati i soli a trattare negli anni ’70. Tuttavia la coppia O’Brien-Sherman miscela questi ingredienti in modo unico e geniale, proprio come in un esperimento scientifico. Riconosciamo tanti spunti e citazioni dal mondo delle fiabe: l’atmosfera onirica di “Alice nel paese delle meraviglie” e alcuni personaggi di “Pinocchio” (Riff Raff e Magenta come il Gatto e la Volpe); dal cinema, nel lato horror di “Psycho”; dalla musica, nel richiamo alla dimensione aliena dell’album “Space Oddity” di David Bowie e da un mondo che ricorda quello dei misteriosi locali a luci rosse che, soprattutto tra fine ‘800 e inizio ‘900, animavano i quartieri delle grandi metropoli, fra tutti il parigino Pigalle. Ma anche da “The Rocky Horror Show” molti sembrano aver tratto ispirazione: Bob Fosse in alcuni passi del musical quasi coetaneo “Chicago” (poi film nel 2002), Baz Luhrmann in “Moulin Rouge!”, Kubrick in “Eyes wide shut” e Lady Gaga nella canzone “Born this way”, soprattutto per il richiamo alla sessualità, al mistero e all’onnipotenza. Sono solo alcuni esempi.

Di successo sia nella versione teatrale che in quella cinematografica, “The Rocky Horror Show” è amato ancora oggi, visto ormai da venti milioni di persone in tutto il mondo. Ogni replica è un unicum, grazie anche all’intervento del pubblico che, ad esempio, urla «Uh!» ogni volta che sente il nome del Dr. Scott. Gli spettatori fiorentini non sono forse tra i più entusiasti e partecipativi, complici la lingua originale e l’ignoranza nei confronti del musical, il cui nome attira la curiosità di molti profani. Se ne accorge Bisio, guest star della tappa italiana che, con la sua straordinaria vena comica tipicamente autoctona, adatta lo show ai gusti dei connazionali, facendo da tramite tra loro e il sensazionale corpo di ballo. Del resto Bisio ama e ricorda “The Rocky Horror Show” come la sua esperienza lavorativa di attore.

E se i due findanzatini fossero stati in stato di ebrezza? Se tutto fosse stato un sogno? Una proiezione del lato più profondo del nostro trasgressivo inconscio? La vena estremamente comica non fa pensare troppo: il pubblico si diverte, rapito dalla bellezza di scenografia, coreografia e colonne sonore, tra cui “Time Warp”, “Science Fiction Double Feature” e “Sweet Travestite”, suonate dal vivo. Brad e Janet finiscono per allontanarsi, guardando il misterioso castello alzarsi in cielo mentre l’inquietante frase finale: «e strisciando sulla superficie del pianeta insetti detti “razza umana”, persi nel tempo, nello spazio e nel significato» non lascia amarezza ma entusiasmo. Il cast torna a ballare sulle note di “Time Warp” con Bisio e con tutto il pubblico, ormai meno timido come dopo una catarsi al contrario.

Firenze – Nelson Mandela Forum, 9 novembre 2017.

Benedetta Colasanti

RICHARD O’BRIEN’S ROCKY HORROR SHOW – Regia: Sam Buntrock; musica: Richard O’Brien; coreografie: Matthew Mohr; scene e costumi: David Farley; interpreti: Gary Tushaw (Frank), Sophie Isaacs (Janet), Felix Mosse (Brad), Stuart Matthew Price (Riff Raff), Anna Lidman (Magenta), Holly Atterton (Columbia), Ryan Goscinski (Rocky), Daniel Fletcher (Eddie/Dr. Scott); Jenny Perry, Katie Monks, Jamie Jukes, Christopher Parkinson, Sarah Wilkie, Aaron Kavanagh; con la straordinaria partecipazione di: Claudio Bisio (narratore); musicisti: Jeff Frohner (musical director/key-board), Alex Nies (drums), Robert Lindemann (bass), Michel Santunione (guitar), Matthias Fahner (saxophone); produzione: Rocky Horror Company Ltd, BB Promotion Gmb, in collaborazione con Marciano iniziative e Virgin Radio; foto: Marina Alessi.