Luisa Cattaneo e Fiona May rileggono con Angelo Bruno Savelli la drammaturgia di Edoardo Erba dedicata al senso della vita e della morte.

“Maratona di New York” di Edoardo Erba può essere annoverata tra gli esempi più interessanti della drammaturgia italiana contemporanea. Da anni riscuote un indiscusso successo sui palcoscenici di tutto il mondo che restano conquistati da quel profondo eppur leggero dialogo sul senso della vita e della morte. L’idea di Andrea Bruno Savelli di riproporlo in chiave femminile appariva senza dubbio interessante, così come affidarlo a un’attrice del calibro di Luisa Cattaneo e a Fiona May, atleta nella vita oltre che sul palcoscenico, creando un gioco di doppi e di rimandi che avrebbe dato un valore aggiunto alla rappresentazione.

Eppure lo spettacolo, andato in scena al Teatro di Rifredi, non convince. Forse ci sarebbe voluto più coraggio nell’adattare un testo che, pensato per due protagonisti maschili, prevede alcune importanti scene di cameratismo che tra due donne non funziona. Nonostante l’ottima prova della Cattaneo, che dimostra di essere a suo agio in un ruolo impegnativo dal punto di vista fisico, dovendo correre per l’intera durata della recita, ma ancor più verbale. Ed è qui che le cose cominciano a “inciampare”. I cortocircuiti di senso, i blackout sempre più evidenti che creano un crescendo di tensione fino alla presa di coscienza finale si scontrano con le difficoltà linguistiche della May che, fuori dal ruolo, non riesce a creare quel crescendo di tensione emotiva che è indispensabile per la buona riuscita dello spettacolo.

Firenze – TEATRO DI RIFREDI, 2 febbraio 2019

Lorena Vallieri

MARATONA DI NEW YORKedizione speciale di Edoardo Erba

Con Fiona May e Luisa Cattaneo

Regia Andrea Bruno Savelli; scene Michele Ricciarini; light designer Alessandro Ruggiero; crediti fotografici Pino Le Pera