Per la sua sesta edizione, questa volta la colomba di “Aggiungi un posto a tavola” ha planato a Napoli sul Teatro Cilea, portando con sé lo stuolo di personaggi, le storiche e spettacolari scenografie, le musiche, l’allegria, l’arguzia e ovviamente senso, sentimento ed emozioni di una delle commedie musicali più longeve e amate di tutti i tempi. Firmato da Garinei e Giovannini, il duo che ha fatto la storia del teatro musicale in Italia (… e non solo!), scritto insieme a Jaja Fiastri, lo spettacolo è uno dei più amati e rappresentati al mondo, ben 45 edizioni per milioni di spettatori di ogni colore e lingua.

La nuova edizione, partita dal romano Teatro Brancaccio, sfodera lo sfavillante cast, giovane, sorprendente e accattivante, come una vezzosa signora d’altri tempi che, a 43 anni dal suo debutto in società, magicamente non perde mai smalto. La commedia, come buona parte di quelle del famoso binomio, ha il successo impresso nel dna per scrittura, musiche e allestimento (dalle scene , ai costumi, alle coreografie), ma senza dubbio questa nuova versione vede sul palco un’eccellente compagnia che non fa rimpiangere i team storici. In testa il bravissimo Gianluca Guidi nella parte di Don Silvestro, parroco dell’innominato paesino eletto dal Signore a salvarsi dal secondo diluvio universale. Guidi, non nuovo a questo ruolo, reso insidioso dall’inevitabile confronto con papà Johnny Dorelli, storico protagonista della commedia, recita e (viva Dio!) canta da grande interprete; e seppure il timbro ricorda quello dell’illustre genitore (ma il sangue non è acqua e le eredità se ci sono… ci sono!), riesce a disegnare il suo don Silvestro, vincente e convincente. Guidi cura anche il riallestimento dello spettacolo che, con qualche taglio e qualche innovazione, fila liscio senza alcuna nota stonata. Nota sicuramente intonatissima, Beatrice Arnera, bravissima nel canto, efficace, rigorosa e sorridente nel ruolo di Clementina, la figlia del sindaco innamorata di don Silvestro.aggiungi un posto a tavolaA vestire i panni di Crispino, sindaco del paese e taccagno bastian contrario, Marco Simeoli, attore partenopeo (perdonate il campanilismo!) che conferma le sue doti di vero talento dopo aver brillantemente interpretato nella passata edizione il personaggio di Toto, il tonto del paese che l’intervento divino riscatta, facendogli superare i suoi “problemini fisici”. Il divertente ruolo del tonto è affidato questa volta al brillante e spassoso Pietro Di Blasio. La parte di Consolazione, donna di facili costumi che sconvolge l’armonia della piccola comunità, è affidata ad una prorompente Emy Bergamo (già in Rugantino e Se il tempo fosse un gambero); più vamp che caratterista, l’ottima interprete dà un taglio nuovo all’accattivante personaggio. Brava Francesca Nunzi, che dipinge in maniera misurata e impeccabile il personaggio di Ortensia, moglie del sindaco. A completare il cast, 17 strepitosi attori/ballerini/cantanti. E poi, la chicca di questa messinscena: la presenza di Enzo Garinei che, dopo ben 500 repliche nel ruolo del sindaco Crispino, interpreta dal vivo, con la maestria, l’eleganza e la sapienza di un signore delle scene, ‘La voce di lassù’.

E anche questo nuovo volo di “Aggiungi un posto a tavola”, conferma la sua magia: veri colpi di bacchetta sono le note di Armando Trovajoli, che ormai tutti canticchiamo, così presenti nella mente e nel cuore; le  magnifiche e funzionali scene di Giulio Coltellacci, che firma anche i costumi, che assolvono il proprio compito di fascinazione nonostante lo spazio ridotto; le coreografie Gino Landi, storico e ineccepibile collaboratore della ditta G&G.

Insomma, successo annunciato e meritato per questo “piccolo capolavoro italiano… Come la Ferrari!” per dirla alla Gianluca Guidi, spettacolo sempre attuale, che con allegria e profondità continua a lanciare il suo messaggio di fratellanza attraversando epoche e generazioni con leggere e candide ali di colomba… che sul finale si posa sulla spalliera di una sedia a centro scena, continuando ad emozionare anche chi lo spettacolo lo conosce a memoria.

 

Domenico Orsini