Inserito nel ciclo “Archeologia narrante” lo spettacolo di Stefano Luci dedicato alle gesta del condottiero cartaginese.

Nel 2006, in concomitanza con i quarant’anni dell’alluvione di Firenze, venne presentato al pubblico il restauro del Frontone di Talamone, restituito al suo antico splendore dopo i danni causati dai fanghi dell’Arno. In quella stessa occasione nacque l’idea di ‘far parlare’ i reperti storici attraverso nuove e innovative forme di comunicazione e fruizione dei beni archeologici. Tra queste il teatro. Nacque così il ciclo “Archeologia narrante”, che nel corso degli ultimi dieci anni ha coinvolto i principali siti della Toscana permettendo al pubblico di riscoprire in maniera insolita un patrimonio storico e artistico spesso trascurato. Tra le iniziative di quest’anno la messa in scena nel cortile del Museo archeologico di Firenze di “Addio nuvole ovvero la guerra di Annibale Barca” della compagnia Ciurmastorta.

Annibale 1

Protagonista Stefani Luci che ha ripercorso un importante brano della nostra storia antica: le gesta del condottiero cartaginese Annibale Barca contro il potere politico, burocratico e militare di Roma. L’attore si immedesima nei panni e nelle sofferenze di Annibale e di un fantasioso poeta guerriero, Frinaccio da Bengasi, autore di alcuni frammenti che narrano l’incontro/scontro di due civiltà del Mediterraneo, Roma e Cartagine, e dunque di due culture diverse che, ieri come oggi, devono convivere e confrontarsi. Ma lo sguardo non è quello predominante dei vincitori, ma quello dei vinti, troppo spesso costretto al silenzio. E se al centro del monologo vi sono le guerre puniche, il rimando è alla drammatica attualità dei conflitti tra l’Europa e l’Africa. Dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, che dal passato molto si può imparare per meglio vivere, interpretare e capire la nostra quotidianità.

Firenze – Museo archeologico nazionale, 23 giugno 2016

Lorena Vallieri

ADDIO NUVOLE OVVERO LA GUERRA DI ANNIBALE BARCA Compagnia: Ciurmastorta; Di e con Stefano Luci; Fotografia: Alessio Bedendi; Assistenza tecnica: Matilde Toffalori.