In ogni famiglia c’è una pecora nera, un componente che si distingue per una particolarità o per una personalità decisamente differente da quelle della sua stirpe. Il protagonista del primo romanzo di Carlo Kik Misaki Ditto è invece una “Pecora rosa”, come recita l’emblematico titolo: un ragazzo che scopre ben presto la sua omosessualità e di cui viene narrato il percorso di vita dalla giovane età fino ai trent’anni circa. Dall’accettazione della propria natura fino ai primi problemi nati tra i banchi di scuola, dai primi incontri tra fermoposta e chat fino alle paure della prima volta, molti sono i momenti salienti della vita di un giovane gay trattati dall’autore. Pur affrontando temi tutto sommato delicati, il romanzo di formazione si sviluppa con leggerezza e grande scorrevolezza.
Gaetano Cutri

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Ho voluto mettermi a nudo – afferma Carlo Kik Misasi Ditto, al secolo Carlo Di Palo, classe ’76, nato a Potenza e vissuto da sempre a Napoli- con un’autobiografia romanzata che si ferma ai 30 anni, e in cui molti potranno riconoscersi. Scrivendola, ho inserito le canzoni dell’epoca, per contestualizzare il periodo. E certamente ho sentito l’influenza di molti scrittori che amo, da Banana Yoshimoto a Matteo B.Bianchi, fino ad Isabella Santacroce“. Inevitabili i ringraziamenti: “Pasquale Ferro e Maurizio Gregorini mi hanno dato una mano per l’editing, facendomi capire che il lettore deve, innanzitutto, emozionarsi. Ho imparato ad asciugare un po’ la mia scrittura un po’ fluviale“. Il primo libro, in fondo, si scrive un po’, soprattutto, per sè stessi… “Scrivere questo libro è stato terapeutico – prosegue – e la pubblicazione è sempre stata il mio sogno. Penso che, oltre ad essere un libro divertente, come mi dicono dai primi riscontri, “La pecora rosa” potrebbe essere utile ai ragazzini vittime di bullismo, un problema ancora molto attuale, purtroppo“.
Antonio Mocciola