Le parole di Edgar Lee Masters e la musica di Fabrizio De André in scena al cimitero delle Porte Sante di San Miniato al Monte.

Era considerato uno scrittore della memoria, degno ricercatore dell’essenza della vita quotidiana, perché solo in essa si nascondono gli elementi che sintetizzano il genere umano. Nato il 23 agosto del 1869 a Garnett nel Kansas, Edgar Lee Masters trascorre la sua infanzia a Petersburg, un piccolo villaggio sul fiume Sangamon, dove su una collina sorge un vecchio cimitero chiamato Oakland o Oak Hills. Successivamente, a undici anni, con la sua famiglia si trasferisce in un altro paese, a circa trenta miglia dal primo, chiamato Lewinstown, dove scorre il fiume Spoon e sorge una collina, luogo d’ispirazione per quella che diventerà la sua opera di maggior successo, la “Spoon River Anthology”. Pubblicata dall’editore McMillan di New York nel 1915, questa raccolta di epitaffi segna l’inizio della fortuna di Masters che, preso dall’impeto della fama, abbandona la professione di avvocato e si trasferisce nella Grande Mela per dedicarsi esclusivamente alla letteratura. A cento anni dalla pubblicazione dell’”Antologia di Spoon River”, la Fondazione Teatro della Toscana omaggia l’autore americano con l’evento dell’11 settembre “100 anni di Spoon River”, una serata interamente dedicata ai suoi personaggi che riprendono vita al Cimitero delle Porte Sante di San Miniato al Monte. Ad accompagnare le parole di Edgar Lee Masters non potevano mancare le musiche di Fabrizio De André, che nel 1971 pubblicò il concept album “Non al denaro non all’amore né al cielo”, ispirato ad alcune poesie dell’antologia, grazie anche alle traduzioni di Fernanda Pivano. Ad essere cantati sono i vizi e le virtù, i ritratti di quella misera gente che ‹‹dorme sulla collina››, troppo spesso vittime di maldicenze e ipocrisie, magistralmente narrati nei nove brani del disco.

Un incontro tra teatro e musica, capace di far rivivere al pubblico le vicende di singoli individui, gli stessi che dalle lapidi con nomi poco noti osservano l’universo dei vivi, uniti ai tanti famosi ormai sepolti nel Cimitero monumentale delle Porte Sante. Un’impresa non facile, considerata la bravura di Masters nel far rivivere in una poesia una vita intera, con le sue storie grondanti di sentimenti e passioni, testimoni di insolita verità introspettiva. La formula adottata per la serata ha visto esibirsi, all’ora del tramonto, attori del calibro di Marco Baliani, Maurizio Lombardi, Gabriele Lavia, Iaia Forte e Giulia Weber, tutti interpreti e lettori di passi importanti tratti dall’opera di Masters, eseguiti in un secondo momento in musica, sul sagrato della Basilica di San Miniato, così come li concepì De André. Tanti gli artisti impegnati nella riproduzione delle canzoni del cantautore genovese, tutti accompagnati dall’Orchestra della Toscana diretta da Saverio Lanza, a cominciare dall’eclettico Beppe Servillo, che dopo le letture di Gabriele Lavia de La Collina e di Iaia Forte di Frank Drammer, si è cimentato con i rispettivi brani La Collina e Un matto. La figura del Giudice Selah Lively è stata, invece, riproposta dall’attore piemontese Marco Baliani, seguito dal cantante Mauro Ermanno Giovanardi nell’esecuzione di Un giudice. E’ stata, poi, la volta di Maurizio Lombardi, interprete di due personaggi dell’antologia, Wendel P. Blooyd e il Violinista Jones; ad animare in musica le sue letture, il duo Voice’n’bass composto da Petra Magoni & Ferruccio Spinetti con i brani Un blasfemo e Il suonatore Jones. Non potevano mancare le performances di Morgan che nel 2005 ha reinterpretato fedelmente l’album di De André e che ha allietato la serata con quattro sue esecuzioni al pianoforte, cominciando da Un malato di cuore, continuando con Un medico e Un chimico, per concludere in bellezza con Un ottico. Degni di nota gli intermezzi musicali a cura del Trio Amadei e Markus Stockhausen.

Un evento dell’Estate Fiorentina 2016, organizzato con il contributo del Comune di Firenze, in collaborazione con Fondazione Fabrizio De André Onlus e prodotto dalla Fondazione Teatro della Toscana, che ha voluto così inaugurare le attività della stagione 2016/2017. Alla fine della serata il palco di San Miniato al Monte appare un piccolo teatro sul mondo, dove ad andare in scena ‹‹chiassando, non pensando né a moglie né a famiglia, né all’oro, né all’amore, né al cielo›› sono i ricordi di una vita, capaci di “ricostruire tutta un’esistenza e cristallizzarla”.

Firenze – CIMITERO DELLE PORTE SANTE / BASILICA DI SAN MINIATO AL MONTE, 11 settembre 2016.

Mara Marchi

100 ANNI DI SPOON RIVER Produzione: Fondazione Teatro della Toscana; Intermezzi: Trio Amadei, Markus Stockhausen, Orchestra della Toscana (ORT); Interpreti letture: Marco Baliani, Iaia Forte, Gabriele Lavia, Maurizio Lombardi, Giulia Weber; Interpreti canzoni: Mauro Ermanno Giovanardi, Petra Magoni & Ferruccio Spinetti, Morgan, Peppe Servillo; Direttore d’orchestra: Saverio Lanza.